Caccia e proprietà privata: quando il confine è una recinzione

Più Donne chiede al Governo di chiarire le regole per l’accesso ai fondi, soprattutto in presenza di recinzioni, coltivazioni e animali. «Non è infatti scontato» che il diritto di caccia consenta di entrare ovunque.
Più Donne chiede al Governo di chiarire le regole per l’accesso ai fondi, soprattutto in presenza di recinzioni, coltivazioni e animali. «Non è infatti scontato» che il diritto di caccia consenta di entrare ovunque.
BELLINZONA - Chi possiede un terreno privato può impedire a un cacciatore di entrarvi? E quali regole valgono quando il fondo è recintato o ospita animali? Sono alcune delle domande sollevate da Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini, deputate di Più Donne, in un’interrogazione presentata il 19 ottobre al Consiglio di Stato.
«In Ticino il diritto di caccia è una regalia dello Stato ed è esercitato secondo il sistema della caccia a patente». Secondo le firmatarie, occorre però distinguere tra il semplice attraversamento di un fondo privato, l’accesso per esercitarvi la caccia e l’utilizzo delle armi sul terreno o nelle sue vicinanze. «Non è infatti scontato che il diritto di esercitare la caccia comporti, in ogni circostanza, il diritto di accedere a qualsiasi terreno privato e con qualsiasi modalità», si legge nell’atto parlamentare.
L’interrogazione richiama l’articolo 699 del Codice civile svizzero, che disciplina l’accesso ai boschi e ai pascoli altrui secondo gli usi locali e riserva al diritto cantonale la possibilità di stabilire norme più precise sull’accesso ai fondi altrui per l’esercizio della caccia e della pesca. La legislazione ticinese prevede inoltre limitazioni all’attività venatoria per ragioni di sicurezza e impone ai cacciatori di accertarsi, prima di sparare, che sia escluso qualsiasi pericolo per le persone e per la proprietà di terzi.
Il nodo delle recinzioni e degli animali
La questione riguarda in particolare i terreni recintati per proteggere le coltivazioni, delimitare una proprietà o garantire la sicurezza degli animali. È il caso, per esempio, di pascoli e paddock in cui sono tenuti cavalli, asini, bovini, pecore o capre.
«L’ingresso di persone o cani in questi spazi, così come gli spari nelle immediate vicinanze, può provocare situazioni di pericolo anche senza che un animale venga direttamente colpito. Animali spaventati possono fuggire, urtare le recinzioni, ferirsi o mettere a rischio altre persone», osservano le deputate.
Per questo chiedono al Governo di chiarire in quali circostanze l’accesso a un fondo per esercitare la caccia consenta di aprire cancelli o superare recinzioni e quali limiti debbano essere rispettati per non interferire con le attività agricole e la detenzione di animali. Vogliono inoltre sapere se le regole cambino a seconda delle diverse categorie di terreni, in particolare boschi, pascoli, fondi coltivati e superfici destinate alla detenzione di animali.




