«Situazione peggiorata in 20 anni»: il Moesano chiede misure urgenti contro la malavita

Il Comune patriziale di Roveredo, giovedì 11 giugno, ha incontrato il consigliere di stato grigionese Peter Peyer al riguardo del caso di mafia
ROVEREDO - Lotta alla criminalità nel Moesano e gestione delle naturalizzazioni al centro dell’incontro tra il Consigliere di Stato Jon Domenic Peyer, la sua delegazione e il Comune patriziale di Roveredo. Un confronto durato due ore, durante il quale il Patriziato ha posto l’accento soprattutto sul peggioramento della situazione legata alla malavita negli ultimi vent’anni.
Nel corso dell’incontro, il Comune patriziale ha presentato documenti e materiali video a sostegno della propria posizione, citando in particolare i casi di Leggia del 2017 e di Roveredo del 2026 come esempi di un fenomeno in crescita. Secondo il Patriziato, le misure adottate finora dal Governo grigionese non sarebbero state sufficienti a contrastare efficacemente la criminalità nella regione.
Solo marginalmente, per circa 15 minuti, è stato affrontato il tema dello “sciopero dello zelo” o sciopero bianco. A questo proposito è stato chiarito che, presso il Dipartimento della migrazione, le procedure non hanno subito ritardi e che i dossier sono sempre stati trattati entro i termini previsti. Il Patriziato ha ribadito di aver gestito le naturalizzazioni con regolarità e nel rispetto delle persone in regola, escludendo qualsiasi intento dilatorio o ricattatorio.
Con il termine “sciopero bianco”, il Patriziato intende unicamente la necessità di dedicare maggiore attenzione ai casi ritenuti dubbi, garantendo un esame approfondito delle pratiche. A dimostrazione del normale funzionamento delle procedure, è stato inoltre segnalato che recentemente sono stati raccolti e presi in carico nuovi dossier.
Dal canto suo, il Consigliere di Stato Peyer ha dichiarato di aver preso seriamente in considerazione le preoccupazioni espresse, manifestando disponibilità a valutare misure per contrastare la criminalità nel Moesano. Peyer ha tuttavia sottolineato che «i Comuni patriziali non devono erodere la fiducia nelle istituzioni dello Stato di diritto».
Il Comune patriziale di Roveredo ritiene però inopportuno che il dibattito si concentri sul tema dello sciopero dello zelo, ribadendo che la priorità resta il rafforzamento dei controlli e delle azioni contro la criminalità organizzata. Secondo il Patriziato, questo rappresenta il nodo centrale per riportare la regione a una condizione di normalità.
Tra le richieste avanzate, vi è l’adozione di strumenti incisivi e capaci di produrre effetti concreti, evitando interventi ritenuti di facciata o meramente tampone. L’obiettivo dichiarato è la salvaguardia dello Stato di diritto, considerato minacciato dalla presenza delle organizzazioni criminali.
L’istituzione patriziale ha infine annunciato che monitorerà l’eventuale adozione delle misure richieste e le relative tempistiche, riservandosi di definire in seguito il proprio orientamento sulla vicenda. Al centro resta, conclude il Patriziato, la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini del Moesano e dell’intera popolazione grigionese e svizzera.



