Cure a domicilio, riflettori su controlli e trasparenza dei costi

Un'interrogazione del PLR presentata oggi da Matteo Quadranti chiede lumi sull'applicazione della partecipazione ai costi nelle cure a domicilio.
BELLINZONA - Un’interrogazione parlamentare accende i riflettori sull’applicazione della partecipazione ai costi nelle cure a domicilio in Ticino. Il testo, presentato oggi dal deputato Matteo Quadranti e cofirmato da Cristina Maderni, Simona Genini, Diana Tenconi, Roberta Passardi, Aron Piezzi, Marco Bertoli e Patrick Rusconi, chiede al Consiglio di Stato se disponga di strumenti sufficienti per garantire un’applicazione uniforme delle disposizioni cantonali. «Negli ultimi mesi il Cantone ha introdotto una partecipazione ai costi a carico degli utenti che beneficiano di prestazioni di cure a domicilio nell’ambito dei mandati cantonali» scrivono i firmatari. La misura, sottolineano, risponde a criteri di equità e sostenibilità del sistema e dovrebbe essere applicata in modo uniforme da tutti gli enti e professionisti autorizzati a operare in questo settore.
Tuttavia - fanno presente - «negli ambienti professionali circolano segnalazioni secondo cui alcuni operatori potrebbero non procedere sistematicamente alla riscossione della quota di partecipazione ai costi a carico degli utenti». Secondo quanto riferito, ciò avverrebbe attraverso modalità amministrative che renderebbero difficile verificare se la partecipazione ai costi sia stata effettivamente richiesta e incassata. In particolare, alcuni operatori emetterebbero le fatture ma non le recapiterebbero ai pazienti, risultando formalmente in regola verso l’Ufficio anziani «ma in realtà di non far pagare la partecipazione ai costi».
Se confermate, queste pratiche solleverebbero interrogativi sia sulla corretta applicazione delle norme cantonali sia sulla parità di trattamento tra operatori attivi nello stesso ambito. Con l’interrogazione, i deputati chiedono chiarimenti su diversi aspetti: dagli obblighi vigenti per enti e professionisti in materia di fatturazione e riscossione, alla disponibilità di dati sul tasso effettivo di incasso da parte dei diversi operatori autorizzati. Domandano inoltre se siano previsti controlli specifici per verificare che la partecipazione ai costi venga effettivamente richiesta e se, nell’ambito delle verifiche amministrative e dei controlli di qualità, vengano esaminati anche gli aspetti legati alla fatturazione, all’invio delle richieste di pagamento e alla riscossione.
I firmatari chiedono anche se il Consiglio di Stato sia a conoscenza di segnalazioni riguardanti operatori che non applicherebbero sistematicamente la normativa e quali conseguenze siano previste in questi casi. Un ulteriore punto riguarda il possibile impatto sulla concorrenza: una mancata riscossione, osservano, potrebbe determinare distorsioni tra gli operatori.
Infine, l’atto parlamentare solleva la questione di eventuali differenze tra importi fatturati e incassati e chiede se il governo ritenga opportuno introdurre ulteriori strumenti di controllo o di rendicontazione per garantire piena trasparenza. Viene inoltre richiesta una conferma sul fatto che tutti gli operatori riconosciuti o incaricati dal Cantone siano tenuti ad applicare le medesime regole in materia di partecipazione ai costi.



