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CANTONE
28.09.2020 - 14:280

Mercato del lavoro: «È ora che il Ticino abbia uno statuto speciale»

Gli ecologisti sollecitano il Gran Consiglio a evadere l'iniziativa cantonale.

BELLINZONA - Il giorno dopo la chiara bocciatura a livello nazionale dell'iniziativa UDC sulla limitazione, i Verdi tornano alla carica per fare in modo che il Ticino venga riconosciuto come «Cantone a statuto speciale» al fine di salvaguardare in maniera efficiente il suo mercato del lavoro. E lo fanno sollecitando il Gran Consiglio a evadere «finalmente» l'iniziativa cantonale in merito.

«Il voto ticinese (che ieri ha accettato il testo democentrista, ndr) denuncia - sottolineano i Verdi in una nota - la necessità d'intervenire urgentemente e in maniera risolutiva per tutelare le condizioni lavorative del nostro cantone». Per gli ecologisti, il problema è reale, ma per risolverlo ci vogliono altre soluzioni rispetto a quelle messe sul piatto dall'UDC. «Disdire gli accordi bilaterali e colpevolizzare migranti e frontalieri è chiaramente dannoso e assolutamente inefficace». 

Per questo motivo i Verdi vogliono riproporre un'iniziativa cantonale - presentata dapprima nel 2009 e poi nel 2019 - che richiedeva alla Confederazione di occuparsi «urgentemente» della questione attraverso l’istituzione di uno statuto speciale per il Canton Ticino e per altre zone di frontiera con problematiche analoghe. «Purtroppo a oggi questo atto risulta ancora inevaso», lamentano gli ecologisti chiedendosi «come mai il Gran Consiglio, la sua commissione Economia e Lavoro e i suoi membri non abbiano interesse ad accelerare la procedura».

Per i Verdi del Ticino infatti i «tempi sono maturi» visto il «profondo disagio» espresso dal popolo ticinese nelle votazioni federali di ieri. «Per attuare contromisure specifiche alle conseguenze negative degli accordi di libera circolazione, sono necessarie maggiori competenze cantonali in materia di diritto del lavoro, ad esempio attraverso la possibilità di fissare salari minimi economici (e non sociali), il rafforzamento dei contratti collettivi, maggiori controlli delle condizioni contrattuali o lotta attiva agli abusi».

I Verdi del Ticino e cofirmatari si stanno quindi battendo per «un disciplinamento che fornisca al Ticino gli strumenti istituzionali necessari per regolamentare il nostro selvaggio mercato del lavoro e che ponga un freno alla precarietà dilagante, causa di povertà e marginalizzazione sociale».

Commenti
 
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F/A-18 6 mesi fa su tio
In alternativa chi non arriva a fine mese da noi per paghe basse che venga compensato dall’ufficio disoccupazione con un’importo che permette di vivere dignitosamente.
F/A-18 6 mesi fa su tio
Basterebbe tassare maggiormente i frontalieri per esempio con un bel 25/30% di imposta alla fonte, alcuni verrebbero qui lo stesso, altri no. I soldi dedotti poi dovrebbero andare alla nostra cassa disoccupazione così da sgravare l’onore che devono pagare le nostre aziende.
marco17 6 mesi fa su tio
Non c'è bisogno di nessun statuto speciale: basta darsi da fare. Basilea e Ginevra, tanto per fare due esempi, non hanno nessun statuto speciale, i frontalieri sono numerosi ma non sembrano costituire un problema. Forse il problema sono i ticinesi stessi e la scarsissima qualità della loro classe politica cantonale.
tartux 6 mesi fa su tio
@marco17 Son d'accordo basta vedere Ginevra che ieri ha votato per un salario minimo di quasi 4100 franchi al mese, 1200 in piu del nostro di salario minimo! Qual'é la differenza? A ginevra si ha votato si base popolare noi da furbi quali siamo abbiamo fatto scegliere al grando consiglio, che ovviamente a scelto la fame nostra...
Duca72 6 mesi fa su tio
@marco17 Il salario minimo renderebbe più ricchi i frontalieri perché tanto la voglia di lavorare e lo spirito di sacrificio sarà sempre superiore al nostro! Facciamocene una ragione
Don Quijote 6 mesi fa su tio
I salari riflettono sempre lo stato di salute di un'economia e la capacità di creare valore aggiunto. Se non si capisce questo regola fondamentale, sindacati, verdi e rossi continueranno a ululare alla Luna. Anche ridando il lavoro ai residenti occupato da circa 15/20'000 frontalieri in quella linea grigia fatta di speculazione, la sostanza dell'economia ticinese non cambia. I salari ticinesi soffrono perché la capacità di produrre valore aggiunto rispetto alla concorrenza è diminuita. Ovviamente ci sono alcune eccezioni che pur avendo la capacità di corrispondere salari più alti sfruttano la manodopera frontaliera, ma fare di tutte le erbe un fascio è un grande errore e una falsa illusione.
jena 6 mesi fa su tio
bene, il ticinese medio spera che ora qualcosa si muova prima che tutto vada in rovina nell'attesa che la politica passiva si decida a fare qualcosa... stufo di sentire scuse che ogni proposta fatta non va bene ecc eccc
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