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Latte ticinese, la filiera fa squadra: avanza il progetto dell’Interprofessione

Coinvolti tutti gli attori della filiera per valorizzare e rilanciare il settore lattiero-caseario ticinese.
Latte ticinese, la filiera fa squadra: avanza il progetto dell’Interprofessione
fotolocatelli.ch per Ticino a te
Fonte Centro di Competenze Agroalimentari Ticino
Latte ticinese, la filiera fa squadra: avanza il progetto dell’Interprofessione
Coinvolti tutti gli attori della filiera per valorizzare e rilanciare il settore lattiero-caseario ticinese.

CADENAZZO - Avanzano i lavori per la costituzione dell’Interprofessione lattiero-casearia ticinese, che punta a riunire produttori, trasformatori, grande distribuzione e ristorazione per affrontare in modo coordinato le difficoltà del settore e valorizzare il latte e i prodotti lattiero-caseari ticinesi. Il progetto è sostenuto dal Centro di Competenze Agroalimentari Ticino (CCAT) e dalla Sezione dell’agricoltura.

«Per aiutare produttori, trasformatori e commercio a trovare soluzioni percorribili e praticabili a fronte delle difficoltà di vendita dei prodotti lattiero-caseari e agli alti costi di trasporto attuali per il nostro Cantone, il CCAT, con il supporto della Sezione dell’agricoltura, sta sostenendo l’Unione contadini ticinesi (UCT), la Federazione ticinese produttori di latte (FTPL) e la Società Ticinese di Economia Alpestre (STEA) in un percorso di dialogo, condivisione e collaborazione trasversale tra tutti gli attori del settore agroalimentare», spiega il presidente del CCAT e segretario agricolo dell’UCT, Sem Genini.

Il capo della Sezione dell’agricoltura, Daniele Fumagalli, sottolinea che, accanto a consulenza e contributi agli agricoltori produttori e trasformatori, la volontà è favorire una collaborazione più efficace lungo la filiera e nuove opportunità di valorizzazione, trasformazione e vendita. Per il presidente della FTPL, Valerio Morosi, l’Interprofessione è «un passo decisivo verso una maggiore collaborazione e una visione condivisa», con l’obiettivo di rafforzare la competitività e gli sbocchi dei prodotti in Ticino e oltre i confini cantonali.

Il progetto coinvolge anche grande distribuzione e ristorazione. Il direttore di Migros Ticino, Mattia Keller, evidenzia l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra produttori, trasformatori e GDO, mentre il direttore di GastroTicino, Gabriele Beltrami, indica nella ristorazione, anche attraverso l’iniziativa Ticino a Tavola, un partner strategico per la vendita dei prodotti locali e la fidelizzazione dei consumatori.

Parallelamente, FTPL, UCT e STEA, con il coordinamento del CCAT e il sostegno della Sezione dell’agricoltura, hanno commissionato l’aggiornamento dello studio strategico sul futuro della filiera all’Associazione svizzera per lo sviluppo dell’agricoltura e dello spazio rurale (Agridea) e all’Hochschule für Agrar-, Forst- und Lebensmittelwissenschaften (HAFL) di Zollikofen.

«Lo studio, atteso per l’inizio del 2027, permetterà di individuare e sviluppare le necessarie misure per rafforzare il posizionamento dei prodotti sia in Ticino sia oltre i confini cantonali», spiega la direttrice del CCAT, Sibilla Quadri. Il lavoro dovrà individuare scenari sostenibili attraverso nuovi modelli di sviluppo, una migliore organizzazione della filiera e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

Per il presidente della STEA, Alex Farinelli, Interprofessione e studio sono «due tasselli complementari di una strategia condivisa» per rafforzare la filiera attraverso una maggiore collaborazione e porre le basi per uno sviluppo duraturo, orientato al mercato, innovativo e sostenibile.

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