Un film che parla «ai 17enni, di ieri e di oggi»

"Becaària" arriva nelle sale cinematografiche ticinesi: il suo regista, Erik Bernasconi, è stato ospite di TioTalk
"Becaària" arriva nelle sale cinematografiche ticinesi: il suo regista, Erik Bernasconi, è stato ospite di TioTalk
SAVOSA - Sta finalmente per arrivare nelle sale cinematografiche ticinesi "Becaària", il nuovo film di Erik Bernasconi. Il regista ticinese ha fatto una sosta nei nostri studi per partecipare a un episodio di TioTalk, dopo essere stato impegnato in un vero e proprio tour della Svizzera. Dopo le anteprime in Svizzera tedesca e romanda, Bernasconi si prepara ora all'incontro con il pubblico della sua regione, portando con sé l'entusiasmo e le emozioni raccolte durante le proiezioni precedenti.
Il Tour de Suisse delle anteprime
«Non faccio ciclismo, ma penso che come per i ciclisti è faticoso ma meraviglioso», ha scherzato, sottolineando la fatica e la gioia di questo viaggio attraverso le sale svizzere. Bernasconi spiega di aver vissuto momenti intensi, incontrando spettatori di tutte le età e riscoprendo la passione che ancora anima il pubblico del cinema. «Dopo una settimana di treno, quello che mi porto nel cuore è quanta gente ancora ama il cinema, dagli spettatori agli esercenti».
"Becaària" ha già ottenuto importanti riconoscimenti, come il Prix du Public a Soletta, e si prepara ora a conquistare anche il pubblico ticinese. Il cast vede Francesco Tozzi nel ruolo principale, affiancato da Sinéad Thornhill, Giacomo Sonzogni, Alyssa Soer, Pierluigi Pasino, Antonio Zavatteri, Angelica Leo, Margherita Coldesina e Alessio Boni, già protagonista di "Sinestesia", il primo film di Bernasconi. Della troupe fanno parte Pietro Zuercher (fotografia), Laura Pennisi (costumi), Assunta Ranieri (trucco), Claudio Cea (montaggio) e Zeno Gabaglio (musiche). La produzione è di Cinédokké Sagl, Cineworx Filmproduktion Basel GmbH, RSI Radiotelevisione svizzera. Il film è stato girato tra Locarno, Ascona e i dintorni della Vallemaggia.
Nel dramma di una valle
La lavorazione della pellicola è stata segnata da eventi drammatici: le riprese dovevano iniziare il 1° luglio 2024, ma l’alluvione che ha colpito la Valle Lavizzara ha cambiato i piani. «Ci sono persone che sono morte, il territorio è stato ferito dall'acqua. Noi abbiamo perso un camion di luci, ma attorno a noi c'era chi stava molto peggio. Ho imparato davvero cosa significa resilienza», ricorda Bernasconi, sottolineando la forza e la solidarietà della popolazione locale, che ha in un certo senso "adottato" la troupe e l'ha ringraziata con calore in occasione della primissima anteprima ticinese del film, alcune settimane fa.
Da romanzo a film
Il film, tratto dal romanzo di Giorgio Genetelli, è il frutto di un lungo percorso iniziato quindici anni fa. Bernasconi racconta come lo scrittore e giornalista gli abbia affidato la storia con grande fiducia, chiedendo solo di non tradirne lo spirito. «Abbiamo lavorato molto insieme all’inizio, poi mi ha lasciato libertà. Alla fine, vedere che Genetelli ha apprezzato il film è stato fondamentale». Ci sono delle differenze tra libro e film, a partire da quelle - inevitabili - legate al cambio di medium. Ma tutto ruota intorno al «tono» del racconto, come Bernasconi ha ribadito più volte.
Uno specchio del passaggio all'età adulta
"Becaària" è la storia di formazione di un adolescente, Mario Zanetti, ambientata nell’estate del 1977 in Ticino, un periodo di grandi cambiamenti sociali. «È un’epoca di passaggio, sia per la società che per il protagonista, che vive il momento di massima fragilità dell’adolescenza», spiega il regista. Bernasconi spera che il film possa parlare sia a chi ha vissuto quegli anni sia ai giovani di oggi: «Vorrei che i diciassettenni della Svizzera italiana andassero a vederlo. Se si sentono persi oggi, è la stessa sensazione che provavamo noi alla loro età».
Verso il debutto da direttore artistico
Oltre al film, Bernasconi si prepara a debuttare come direttore artistico di Castellinaria, il festival del cinema giovane. «Non sono mai stato direttore artistico prima, ma sono ben circondato e sto imparando molto. La prima edizione che curerò sarà in continuità con le precedenti, ma porterà anche qualche novità, soprattutto nella scelta dei film"». Nel corso della conversazione è stata ribadita l’importanza di Castellinaria nella formazione di un nuovo pubblico e nella promozione della cultura cinematografica tra i più giovani.





