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La sicurezza informatica al centro: «Non possiamo limitarci a costruire muri sempre più alti»

Il Cyber Security Day di ATED si è tenuto questo mercoledì 2 settembre. Cristina Giotto: «Ormai è un tema che riguarda l'integrità delle persone, delle aziende e la fiducia nel digitale».
La sicurezza informatica al centro: «Non possiamo limitarci a costruire muri sempre più alti»
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Fonte ATED
La sicurezza informatica al centro: «Non possiamo limitarci a costruire muri sempre più alti»
Il Cyber Security Day di ATED si è tenuto questo mercoledì 2 settembre. Cristina Giotto: «Ormai è un tema che riguarda l'integrità delle persone, delle aziende e la fiducia nel digitale».

LUGANO - Si è svolta questo mercoledì 2 settembre all'Asilo Ciani di Lugano la quarta edizione del Cyber Security Day, organizzata da ATED – Associazione Mantello Tech ICT e Digital Ticino.

Il programma, che ha impegnato i numerosi presenti dalla mattina fino alla serata inoltrata, ha alternato workshop tecnici, conferenze e sessioni parallele dedicate al tema "Cybersecurity e intelligenza artificiale – Sfide e opportunità per un futuro digitale sicuro".

La giornata è partita con un workshop di Luigi D'Amato e Andrea Costantino sulle tecniche con cui un attaccante compromette un'infrastruttura, seguito dalla simulazione guidata da Alessandro Alampi di un caso di Business E-mail Compromise su Microsoft 365, partendo dall'attacco fino alla risposta all'incidente.

Nel pomeriggio si sono succeduti sul palco oltre dieci relatori, tra cui rappresentanti dell'Associazione Cyber Ticino, mentre le sessioni parallele hanno approfondito temi specifici con altri quattro esperti.

Tra gli ospiti internazionali, Mark Barwinski, per dodici anni alla National Security Agency statunitense e poi in ruoli dirigenziali presso PwC, Siemens e UBS, ha parlato di resilienza informatica nel contesto della guerra ibrida: «Le minacce informatiche si muovono ormai alla velocità delle macchine, mentre molte organizzazioni continuano a reagire secondo tempi e processi tradizionali. La tecnologia è fondamentale, ma senza leadership, preparazione e una cultura condivisa della sicurezza non sarà mai sufficiente».

A chiudere la parte congressuale è stata la security analyst e speaker TED Keren Elazari, con una masterclass sulla "mentalità hacker" applicata alla progettazione delle difese: «L'intelligenza artificiale sta amplificando le capacità sia di chi attacca sia di chi difende. Non possiamo limitarci a costruire muri sempre più alti: dobbiamo imparare a pensare come gli hacker e individuare le vulnerabilità prima che vengano sfruttate».

L'evento ha goduto del patrocinio del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino, con la partecipazione del Consigliere di Stato Norman Gobbi, padrino della manifestazione per il quinto anno consecutivo.

«Non volevamo una semplice successione di presentazioni, ma un'esperienza capace di tenere insieme attacco, investigazione, strategia, governance e fattore umano», ha dichiarato Luca Mauriello, presidente di ATED, segnalando che con questa edizione l'associazione ha superato le 5'000 persone coinvolte negli ultimi anni nelle proprie attività di sensibilizzazione.

Per la direttrice di ATED Cristina Giotto Boggia, «la cybersicurezza non può più essere considerata una questione riservata ai reparti informatici», ma un tema che riguarda «la continuità delle imprese, la protezione delle persone e la fiducia nel sistema digitale».

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