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Pioggia di critiche per la riorganizzazione del settore Cargo: ora FFS si difende

Le ferrovie affermano che sono circolate notizie «false o incomplete» e intendono fare chiarezza.
Tipress
Fonte FFS
Pioggia di critiche per la riorganizzazione del settore Cargo: ora FFS si difende
Le ferrovie affermano che sono circolate notizie «false o incomplete» e intendono fare chiarezza.

CHIASSO - È notizia dello scorso 19 maggio. FFS cargo ridimensiona la sua attività in Ticino, senza licenziamenti ma con un cambio di luogo di lavoro e di mansione per 40 dipendenti. Da allora si è scatenata una valanga di critiche verso le ferrovie, tra chi ha parlato di un Ticino «penalizzato» e il disappunto dei sindacati.

Domani sera, inoltre, a Chiasso si svolgerà una manifestazione organizzata dall'Mps «contro lo smantellamento di FFS Cargo».

Oggi le FFS hanno però deciso di prendere posizione sull'argomento, con l'intento di «fare chiarezza» e rispondere alle domande della popolazione. «Nel corso delle ultime settimane sono circolate notizie false o incomplete che sono andate ad alimentare dubbi e insicurezze nel personale», viene sottolineato in un comunicato.

I messaggi chiave, per le FFS, sono tre:


- Agiamo in modo socialmente responsabile, senza licenziamenti in Ticino. Offriamo a tutti i collaboratori interessati prospettive concrete all’interno delle FFS o presso le aziende affiliate. In Ticino non ci sono licenziamenti. Ogni collaboratore sarà seguito individualmente, le soluzioni si basano sul CCL, in stretta collaborazione con le parti sociali.

- Il Ticino rimane una sede forte per le FFS. Stiamo investendo in modo mirato in Ticino (tra cui anche Arbedo-Castione, Ritom e Chiasso) e negli ultimi anni abbiamo creato nuovi posti di lavoro. L’attuale riorganizzazione non modifica l’importanza strategica del Ticino. Anzi, assicuriamo il suo ruolo centrale a lungo termine.

- Garantiamo il futuro del traffico merci, non la sua riduzione. Gli adeguamenti nel Traffico a carri isolati sono necessari per stabilizzare un sistema deficitario. Senza questi interventi, l’offerta complessiva sarebbe compromessa e si verificherebbe un massiccio ritorno al trasporto su strada. Il nostro obiettivo rimane chiaro: più merci su rotaia, non meno.

Le Ferrovie rispondono quindi a tutta una serie di domande sorte nelle ultime settimane.

Perché le FFS indeboliscono sistematicamente la presenza in Ticino?
Il Ticino è e resta una regione di fondamentale importanza per le FFS: a testimoniarlo vi sono due importanti progetti in corso d’opera, come il Nuovo stabilimento industriale ferroviario di Arbedo-Castione, dove sono previsti 360 posti di lavoro a tempo pieno e 80 posti di apprendistato, e la nuova centrale idroelettrica del Ritom. Senza contare progetti altrettanto importanti portati a termine nel corso degli ultimi anni, tra cui spiccano le Officine di FFS Cargo a Chiasso. Non solo: negli ultimi cinque anni le FFS hanno creato 260 nuovi posti di lavoro in Ticino, per un totale di 2136 collaboratori impiegati in Ticino. Si tratta di una percentuale nettamente superiore rispetto al resto della Svizzera, se rapportata alla popolazione totale.

Perché la riorganizzazione nel TCI riguarda così tanti collaboratori e collaboratrici in Ticino?
La riorganizzazione del TCI riguarda tutta la Svizzera. A livello nazionale sono coinvolti circa 200 collaboratori e collaboratrici, di cui circa 40 in Ticino. Le FFS devono impiegare il proprio personale laddove vi sono merci da trasportare. Per questo motivo il personale di locomotiva e di manovra, insieme ad altri collaboratori provenienti da sedi con un volume di traffico molto ridotto o con pochi collaboratori, cambia sede di lavoro. In Ticino la sede del personale di locomotiva di Chiasso verrà soppressa; in altre sedi sono previsti soprattutto trasferimenti di luogo di lavoro per singoli casi. Questi collaboratori cambiano luogo di lavoro, ma la loro sede non verrà chiusa.

In che modo le FFS informano le loro collaboratrici e i loro collaboratori sul posto?
Dopo la comunicazione ufficiale del 19 maggio, i responsabili delle FFS si sono recati di persona in Ticino per un confronto diretto con tutto il personale. Le persone coinvolte vengono seguite da vicino dalle FFS e l’azienda è in costante scambio con le parti sociali. Nessuno è lasciato a sé stesso.

Qual è la soluzione concreta proposta ai collaboratori interessati?
Le FFS offrono a tutti i circa 40 collaboratori e collaboratrici soluzioni concrete: trasferimento a un altro luogo di lavoro presso FFS Cargo, impiego all’interno delle FFS, collocamento presso la società affiliata TILO oppure accompagnamento verso un riorientamento professionale interno. Tutte le misure rispettano rigorosamente il contratto collettivo di lavoro (CCL). Oltre la metà dei collaboratori interessati rimarrà presso FFS Cargo in Ticino. In Ticino non sono previsti licenziamenti.

È vero che in Ticino alcuni collaboratori hanno ricevuto una lettera di licenziamento, nonostante le FFS avessero promesso che non ci sarebbero stati licenziamenti?
No. In Ticino non ci sono stati e non ci saranno licenziamenti. Come annunciato, per circa 40 collaboratori è stata soppressa la precedente posizione; tuttavia, a questi collaboratori vengono offerte diverse soluzioni ragionevoli, in particolare cambiamenti di posto di lavoro (vedi domanda precedente).

Perché il personale di locomotiva non può semplicemente passare alla consociata SBB Cargo International?
Contrariamente ad alcune voci che circolano, SBB Cargo International non ha attualmente bisogno di personale di locomotiva in Ticino. Se fosse sorto tale fabbisogno, SBB Cargo International sarebbe stata coinvolta nella ricerca di soluzioni per le persone interessate.

I collaboratori sono stati spinti a contattare autonomamente TILO?
No. Le FFS non hanno chiesto ai collaboratori di rivolgersi a TILO di propria iniziativa. I macchinisti interessati ricevono da TILO un’offerta adeguata; a tal fine vengono organizzati i consueti colloqui conoscitivi per valutare l’inserimento.

Chi accetta un impiego presso TILO subisce una riduzione di salario?
TILO è una società affiliata alle FFS e applica un proprio contratto collettivo di lavoro (CCL), negoziato con le parti sociali, che garantisce condizioni di lavoro eque, incluso il livello salariale. In ogni caso, in caso di prosecuzione dell’impiego presso TILO, le FFS garantiscono temporaneamente il precedente stipendio e finanziano percorsi di formazione iniziale e continua.

Circolano voci secondo cui le FFS potrebbero cedere il sito di Chiasso. Sono fondate?
No. Il sito di Chiasso resta importante per FFS Cargo: vi sono una sede per il personale di manovra e un’officina di manutenzione della flotta del traffico merci, entrambi mantenuti. È invece previsto che, a partire dall’inizio del 2027, la sede del personale di locomotiva di Chiasso venga soppressa e che il relativo personale venga trasferito alla sede di Bellinzona o a TILO.

La misura interessa anche il personale di manovra in Ticino? Le FFS hanno volutamente omesso quest’informazione?
Già nell’autunno 2025 le FFS avevano comunicato che, oltre ai cambiamenti per il personale di locomotiva a Chiasso, ci sarebbero stati adeguamenti anche per il personale di manovra. È vero che alcuni collaboratori del personale di manovra in Ticino subiranno dei cambiamenti, per lo più un trasferimento di sede. Tutte le sedi del personale di manovra in Ticino rimarranno tuttavia operative.

La riorganizzazione del traffico merci è conclusa o sono previsti ulteriori cambiamenti?
Il riassetto del TCI è il passo più importante nella trasformazione del traffico merci. Come qualsiasi impresa, anche le FFS devono restare flessibili: adeguamenti di punti di servizio e sedi sono possibili in futuro in base alla domanda dei clienti. L’obiettivo è garantire un’offerta ferroviaria competitiva per l’approvvigionamento nazionale e rafforzare il trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia.

Con l’Iniziativa delle Alpi la popolazione svizzera ha sancito un obiettivo di trasferimento dalla strada alla rotaia. Le FFS stanno compromettendo questa politica?
No, al contrario: le FFS mirano ad aumentare i volumi trasportati su rotaia. Senza la riorganizzazione del TCI, per via dell’elevato deficit, l’attività sarebbe a rischio di cessazione, con la conseguenza di circa 1 milione di camion in più all’anno sulle strade. La Confederazione, in quanto proprietaria, si aspetta che le FFS coprano i costi operativi; esiste un mandato di trasferimento modale soltanto sull’asse transfrontaliero nord-sud, non per l’intero traffico merci nazionale. Il trasporto merci è un mercato liberalizzato e non un servizio pubblico, come ha confermato il Parlamento federale con la modifica della legge sul traffico merci nella primavera di quest’anno.

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