«Una stagione non è una scelta di titoli: è una presa di responsabilità»

Presentata al LAC la Stagione arti performative 2026/27: 82 titoli e 165 alzate di sipario
Presentata al LAC la Stagione arti performative 2026/27: 82 titoli e 165 alzate di sipario
LUGANO - Una stagione che termina, un'altra che si annuncia: è stata presentata martedì mattina la stagione 2026/27 delle arti performative al LAC di Lugano. «Una stagione incredibile» con un nuovo primato di pubblico, ha sottolineato Roberto Badaracco, vicesindaco e presidente della Fondazione. I numeri sono importanti: «100mila persone per le stagioni artistiche, con un dato di occupazione dell'80% e 80 sold-out».
Un pubblico sempre più affezionato e sempre più fatto di giovani: aumenta il numero degli spettatori che hanno meno di 25 anni e crescono le presenze extra-cantonali, che siano svizzere o italiane. «Dopo un decennio e un anno di festeggiamenti, credo che questo sia il più bel coronamento», ha aggiunto Badaracco. Un centro culturale che, in mezzo a tanta polarizzazione che segna l'attualità cantonale, diventa sempre più importante, ribadisce Badaracco. «Un'istituzione cantonale vive quanto stabilisce un centro e prende tutti i rischi che questo comporta: visione, responsabilità».
Qualche cifra di questa stagione: 82 titoli, 19 produzioni e co-produzioni e 165 alzate di sipario. Senza considerare la mediazione culturale, «un cantiere in fermento che continua a migliorarsi» con i vari cambiamenti di proposte nonché gestionali. Non si vive, però, di sola arte, nemmeno se parliamo di un centro culturale. Si è quindi parlato di numeri: circa il 50% del finanziamento arriva dall'ente pubblico, il restante tramite l'autofinanziamento (vendita di biglietti, affitto degli spazi) e gli sponsor, a partire dal partner principale UBS e via via gli altri (Clinica Luganese Moncucco, Ibsa Foundation, Guess, Ail e così via).
Andrea Amarante, direttore generale, ha sottolineato la collaborazione che si è instaurata con Carmelo Rifici, che ha curato la stagione presentata oggi. «Inizia a essere qualcosa che abbatte le barriere tra generi e contenuti». L'orizzonte si allarga e le collaborazioni con le altre realtà presenti diventano sempre più importanti: «Un unico progetto a più mani, è un valore importante. Il LAC deve essere uno spazio aperto, destinato alla città. Tutti quelli che hanno il "coraggio" di varcare la porta devono sapere di trovare qualcosa pensato per loro dal centro culturale della città». Amarante, a tal proposito, anticipa il tema cardine della stagione e sottolinea: «La democrazia è responsabilità di tutti».
In/Civiltà
Una carta d'intenti: un percorso lungo la democrazia, dall'antica Grecia ai giorni nostri. Su queste solide fondamenta Carmelo Rifici ha costruito questa stagione, in una riflessione costante tra civiltà e inciviltà. «Ogni stagione teatrale è una vera e propria presa di posizione, che decide quali voci ascoltare e quali contraddire». Il teatro «rimane il luogo del significato e non lo spazio della forza, grazie a Dio», aggiunge Rifici.
Si parte dall'Orestea di Eschilo e poi, attraverso otto titoli, la guerra civile (ispirata da Lucano), il rapporto con le immagini del dolore. Torna il format teatro-conferenza con Mario Calabresi, Benedetta Tobagi e Sara Poma con un racconto sugli anni '70. Al LAC troviamo i due fratelli Gassmann, Alessandro e Jacopo, con due testi di forte impatto. Giungono poi gli "Echi da Est", con un Pirandello ("Sei personaggi in cerca d'autore") metà in italiano e metà in croato e poi la compagnia nazionale di danza da Zagabria, con i 60 migliori danzatori del Paese.
Un programma, come detto, ricchissimo, che è impossibile descrivere in modo sufficientemente approfondito in questa sede. Solo qualche nome: Silvio Orlando, Stefano Accorsi, Gabriele Lavia, Sonia Bergamasco, Romeo Castellucci, Paolo Nori, Stefano Nazzi, Ale e Franz, I Legnanesi. E poi i concerti e i musical: Fiorella Mannoia, I Nomadi, Arisa, Massimo Ranieri, "Bella e la Bestia", "Chicago", "Cenerentola". Infine 15 spettacoli provenienti dal territorio ticinese o dalla Svizzera, a testimonianza dell'attenzione verso la vivace scena creativa rossocrociata.
La compagnia di casa
Una menzione a parte per la Compagnia Finzi Pasca, che presenta il nuovo spettacolo "Prima Facie" di Suzie Miller, con Melissa Vettore. E poi "Icaro", il grande piccolo capolavoro senza tempo di Daniele Finzi Pasca, una storia iniziata 35 anni fa che ha girato il mondo.
Fuori dalle pareti del LAC
Non tutta la stagione trova spazio nella Sala Teatro: alcuni spettacoli trovano ospitalità nel Teatrostudio o addirittura al Teatro Foce, in quello che è il terzo capitolo di "Passaggi possibili". Un altro progetto extra LAC si concretizzerà nel 2027 a Castel San Pietro: la Scuola Europea di Alta Formazione "Renato Palazzi", che sarà curata in prima persona da Carmelo Rifici.




