Nuovo Quartiere Cornaredo, l'ATA continua con il muso duro: ecco un altro ricorso

L'opposizione riguarda il comparto B1a che occupa i mappali sul territorio di Lugano e di Porza. Il tasto dolente, ancora una volta, i posteggi e il verde.
LUGANO - L'ATA Associazione traffico e ambiente ha presentato ricorso contro la decisione del 2/5 marzo 2026 dei municipi di Lugano e Porza con la quale è stata concessa a Res Building SA (c/o Mawi Group SA, Lugano) la licenza edilizia per il Piano di quartiere (PQ) per il comparto B1a (Nodo intermodale ed edifici ad uso misto) nel Nuovo Quartiere Cornaredo (NQC), su vari mappali nei Comuni di Lugano e Porza.
L'atto, conferma l'Associazione via nota diffusa sul suo sito web, «è stato condiviso dall'associazione Cittadini per il territorio del Luganese, che da anni si occupa di tematiche territoriali e ambientali, ma che, ai sensi della LE, non è legittimata a ricorrere».
Si tratta, lo ricordiamo, dell'ennesima opposizione relativa al comparto. Ricordiamo, su tutte, quella della maxi-rotatoria sul Cassarate (arrivata fino al Tribunale federale) così come quella relativa a Cornaredo Sud, dovuta al numero eccessivo di parcheggi previsti.
Al centro di questo nuovo ricorso ci sono «parecchie ragioni giuridiche» ma - su tutti - c'è (ancora) la questione dei parcheggi interrati previsti (ovvero 1'200 «molti di più rispetto alle indicazioni del Piano Regolatore»).
Viene presa in causa anche la questione della percentuale di verde («che reputa tale anche quella sulla terrazza sopraelevata dello stabile»), così come l'indice di sfruttamento: «Il Piano sfrutta quasi interamente l'indice massimo previsto, pari a 2.5, ma le condizioni per ottenere questo massimo (impatto sulla mobilità e vantaggi d'interesse generale) non sono adempiute o, in ogni caso, non sono state sufficientemente dimostrate», chiosa ATA.
In conclusione, l’ATA «invita a riflettere su una semplice verità, vale a dire che la riduzione dei posteggi a disposizione è la misura principale per ottenere un cambiamento nella distribuzione modale degli spostamenti, verso meno trasporto individuale motorizzato e più trasporto pubblico/mobilità dolce, e che tale cambiamento è indispensabile per potersi muovere e vivere con qualità in una città che, d’altra parte, fa molti sforzi per mettere a disposizione un buon servizio pubblico (ostacolato solo dai frequenti ingorghi)».



