Sconforto e amarezza anche all'ombra della Madonnina

Giovani e ultranovantacinquenni si sono ritrovati per assistere insieme alla partita della Nati contro la Svezia. Ma la giornata si è conclusa nel dispiacere
MILANO - Erano più di un centinaio gli svizzeri residenti a Milano e in Lombardia che si sono ritrovati nei locali dell’istituto svizzero di via del Vecchio Politecnico a Milano per seguire la sfida tra Svizzera e Svezia. Tutti (compresi alcuni ultranovantacinquenni) invitati dal consolato generale della Svizzera a Milano che ha voluto così coinvolgere i cittadini iscritti nelle sue liste alla visione collettiva degli ottavi di finale dei mondiali di Russia 2018.
«È stata una iniziativa molto spontanea del Consolato Generale di Svizzera a Milano. Un piacere vedere una parte della grande comunità svizzera di Milano riunita con uno scopo comune e per bere un drink e mangiare una focaccia in compagnia», spiega a Tio.ch/20 minuti Tommaso Tabet, Console generale aggiunto.
Un pomeriggio cominciato bene tra cori, cocktail alla Ricola, focacce e patatine ma purtroppo finito male a causa di quell’autogoal che ha precluso la via dei quarti di finale alla formazione di Petkovic.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!