Abusi sessuali negli asili nidi: «Serve una lista nera per il personale»

Il Consiglio federale prende tempo, ma la pressione politica cresce dopo la presentazione della mozione firmata trasversalmente.
Il Consiglio federale prende tempo, ma la pressione politica cresce dopo la presentazione della mozione firmata trasversalmente.
BERNA - I casi di abusi sessuali negli asili nido hanno sconvolto la Svizzera e spinto il parlamento a reagire. Per prevenirli, la consigliera nazionale Nina Fehr Düsel (UDC/ZH) chiede al Consiglio federale di istituire una lista nera a livello nazionale per il personale di queste strutture di accoglienza, sul modello di quella esistente per le scuole.
La Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) tiene già un elenco delle persone cui è stata revocata l'abilitazione all'insegnamento a causa di reati penali quali i delitti sessuali, ricorda Fehr Düsel nella sua mozione.
Lo scopo è impedire che possano lavorare in altri Cantoni. Le scuole vengono informate tempestivamente di eventuali problemi in caso di impieghi multipli. Uno strumento analogo manca invece del tutto negli asili nido, dove invece sarebbe ancora più importante. Una lista centralizzata consentirebbe d'impedire agli educatori che hanno commesso abusi di trasferirsi in un altro Cantone senza che nessuno se ne accorga per trovare un nuovo impiego, si legge nella proposta.
Nella sua risposta, pubblicata oggi, il Consiglio federale propone di temporeggiare e respingere la mozione, ricordando che sta elaborando un rapporto esaustivo sugli abusi sessuali commessi ai danni di minori.
Il governo esaminerà la questione in diversi contesti di socializzazione, in particolare in quello delle strutture di accoglienza extrafamiliari. Valuterà inoltre la possibilità di creare liste nere.
Il rapporto sarà presentato al più tardi entro la fine del 2027 e l'esecutivo chiede di attenderne i risultati, prima di intervenire. Su pressione del parlamento, il governo potrebbe però dover intervenire prima. La mozione Fehr Düsel è stata infatti firmata da deputati di tutti i partiti.




