Essere altamente sensibili: «Al lavoro non mi sento al sicuro. E sto spesso male»

Questa caratteristica riguarderebbe circa il 15-20% della popolazione. Diverse le difficoltà per chi vive questa condizione, ma l'esperta spiega: «Porta con sé anche dei punti di forza»
SONDAGGIO
ZURIGO - Quando Andrew arriva al lavoro, la prima cosa che fa è indossare le cuffie con cancellazione del rumore. Poi cerca il luogo più tranquillo possibile per lavorare senza essere disturbato. Anche una conversazione spontanea con un collega può metterlo in difficoltà. «Quando qualcuno vuole fare due chiacchiere, lo trovo insopportabile», racconta.
La sua quotidianità lavorativa è segnata da sintomi fisici come mal di stomaco, emicranie e attacchi di panico, soprattutto quando deve affrontare compiti che lo sovraccaricano o gli causano frustrazione. «Non mi sento al sicuro al lavoro: il pericolo è in agguato ovunque», ha dichiarato a 20 Minuten.
Andrew attribuisce questo stato di stress alla sua elevata sensibilità, una caratteristica che, nel tempo, ha alimentato una forte paura del lavoro.
Anche le situazioni sociali in ufficio rappresentavano una sfida, come le pause pranzo condivise. «Quando uscivamo a mangiare kebab, sentivo di doverlo finire sempre, altrimenti avrebbero potuto pensare che fossi strano», spiega. Dopo il lavoro, aveva spesso bisogno di isolarsi a lungo per recuperare energie. «Il lavoro mi sfiniva ogni volta».
Alta sensibilità: cosa significa?
Le persone altamente sensibili percepiscono gli stimoli sensoriali ed emotivi in modo particolarmente intenso ed elaborano le informazioni più in profondità rispetto alla media. La psicoterapeuta Lilly Maggiori parla di "sensibilità all'elaborazione sensoriale" (SPS), un tratto della personalità e del temperamento per il quale «non esiste una diagnosi specifica».
Secondo l'Associazione svizzera per l'alta sensibilità, la ricerca scientifica sul tema è ancora agli inizi. Tuttavia, gli studi disponibili suggeriscono che circa il 15-20% della popolazione sia altamente sensibile.
Le persone altamente sensibili tendono a elaborare le impressioni in modo più profondo, reagiscono con maggiore intensità agli stimoli e colgono emozioni e cambiamenti con particolare finezza. «Nella vita quotidiana, questo si manifesta, tra le altre cose, in una maggiore tendenza a sentirsi sopraffatti, in un bisogno più marcato di isolamento e recupero e in una spiccata empatia», spiega la psicoterapeuta.
«Questa caratteristica è neutrale dal punto di vista valoriale e porta con sé anche dei punti di forza», sottolinea Maggiori. Tra questi rientrano, ad esempio, creatività, coscienziosità e sensibilità sociale.



