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I RACCONTI DELLA F1

Ayrton Senna, Monza e Lugano: una collezione da leggenda ai box

Otto caschi di Senna, pezzi iconici e curiosità: una straordinaria storia che arriva direttamente dal Ticino
Ayrton Senna, Monza e Lugano: una collezione da leggenda ai box
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Ayrton Senna, Monza e Lugano: una collezione da leggenda ai box
Otto caschi di Senna, pezzi iconici e curiosità: una straordinaria storia che arriva direttamente dal Ticino
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MONZA - Ayrton Senna, Monza e Lugano. Tre nomi che, messi insieme, raccontano una storia tutt’altro che comune. Una storia fatta di passione, memoria, collezionismo e Formula 1. E questa volta vale davvero la pena mettersi comodi: perché quello che sta per accadere all’Autodromo di Monza è qualcosa di speciale.

A Lugano risiede uno dei più importanti collezionisti di caschi di Formula, in particolare di Ayrton Senna. Per motivi di privacy il suo nome, noto alla nostra redazione, non verrà divulgato. Ma sarà la sua straordinaria collezione a conquistare la scena durante il weekend del Gran Premio d’Italia.

Nell’esclusivissima Hospitality Ultimate, situata a pochi metri dalla Curva Parabolica, sarà infatti allestita “Ayrton The Legend”, una mostra che ripercorrerà l’intera carriera di Ayrton Senna, attraverso otto caschi capaci di raccontare le diverse tappe del suo straordinario percorso in Formula 1.

Ci sarà quello di Monte Carlo 1984, uno dei pezzi più affascinanti della collezione, ma anche l’ultimo casco del 1994. Per il 1993 sarà esposto il modello Shoei X4 utilizzato nella vittoria di Monte Carlo, riconoscibile anche per le caratteristiche prese d’aria, una soluzione innovativa per l’epoca.

E proprio dai caschi arrivano alcune curiosità sorprendenti, raccontate dal collezionista.

Senna aveva una caratteristica fisica molto particolare: un naso pronunciato. Per questo, sia Shoei sia Rheos, marchio di caschi firmato Honda, intervennero sull’imbottitura interna nella zona frontale, realizzando una sorta di “scavo” per migliorare la vestibilità.

Un altro dettaglio riguarda le celebri decal Marlboro. Su alcuni caschi furono applicate lettera per lettera, così da poter essere rimosse più facilmente nei Gran Premi nei quali la pubblicità del tabacco era vietata. Un’epoca completamente diversa da quella attuale, quando i piloti non disponevano di una quantità di caschi personalizzati come accade oggi.

E c’è anche un curioso legame con Monza: durante una sessione di prove libere nell’agosto del 1990, Senna utilizzò un casco Rheos privo delle scritte del suo sponsor Nacional.

Ma la mostra non parlerà soltanto di Senna. La collezione sarà impreziosita anche dal casco dedicato ad Ayrton di Kimi Antonelli a Imola nel 2025, oltre a quello di Oscar Piastri, protagonista nel 2024, insieme alla McLaren, di uno speciale tributo al campione brasiliano.

E poi arriva il capitolo più prestigioso.

Sabato sera 5 settembre, durante la tradizionale cena che riunisce alcune delle più alte cariche del mondo della Formula 1, la collezione si troverà davanti a una platea davvero eccezionale: esponenti di Liberty Media, Stefano Domenicali, FIA, il presidente Mohammed Ben Sulayem, ACI e rappresentanti del Governo italiano.

Una vetrina internazionale per una collezione che parte da Lugano e arriva nel cuore del Gran Premio d’Italia. Chi scrive ha avuto il privilegio di assistere personalmente all’allestimento della mostra, immagini che potrete vedere nel video.

E allora, a poche ore dal Gran Premio, resta il solito dubbio amletico: siamo pronti?

Nel dubbio… piedone sul gas. Sempre e comunque. Non dimenticate di iscrivervi al canale youtube I Racconti della F1. Da Monza cedo la linea alla redazione.

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