«Meno aspettative e pressione, può essere un vantaggio»

Tommaso De Luca sulla stagione ormai alle porte: «Non mi spaventa essere il capitano più giovane della storia dell'Ambrì»
Tommaso De Luca sulla stagione ormai alle porte: «Non mi spaventa essere il capitano più giovane della storia dell'Ambrì»
AMBRÌ - Fra meno di due settimane scatterà il nuovo campionato di hockey. Un campionato nel quale l'Ambrì sarà chiamato ancora una volta a soffrire. Non certo una novità quando si parla dei biancoblù, ormai abituati da decenni a inverni complicati. Nonostante il superamento delle 5'000 tessere, e al solito grande entusiasmo settembrino, in Leventina si è consapevoli che quella alle porte rischia di essere l'ennesima annata difficile. «Per come abbiamo terminato la scorsa stagione, le aspettative, soprattutto fra i tifosi, si sono abbassate un po' per tutti - ci ha detto capitan Tommaso De Luca - Ma per noi non cambierà niente: cercheremo di vincere tutte le partite, poi a fine stagione vedremo come sarà andata».
Lo avvertite anche in squadra che quest'anno ci si aspetta relativamente poco dall'HCAP?
«Da quando sono qui, siamo arrivati al massimo ai play-in e sicuramente anche nella stagione alle porte questo dev'essere il nostro punto di partenza. In tanti lo vedono come un campionato di transizione, ma avere meno aspettative potrebbe anche rappresentare un vantaggio. Scenderemo infatti sul ghiaccio con meno pressione. Non si sa mai come possa andare».
Per te sarà la prima stagione con C sul petto... Cosa cambierà?
«A livello di gioco e di lavoro sul ghiaccio non cambierà niente. Ho ricevuto questo ruolo per il modo in cui lavoro, per la persona che sono e per come mi comporto in spogliatoio, e continuerò a essere me stesso. Certamente non mi sottrarrò alle mie responsabilità. Parlerò con i tifosi quando ci sarà bisogno e risponderò alle domande dei giornalisti, anche se non lo amo particolarmente (ride, ndr)».
La tua giovane età non ti metterà in soggezione quando dovrai rivolgerti a qualcuno più vecchio di te con una carriera importante alle spalle?
«È vero, sono il capitano più giovane della storia dell'Ambrì, ma questa cosa non mi spaventa. Sono ancora molto giovane e non ho molta esperienza. Tuttavia, i miei compagni più esperti mi aiuteranno, soprattutto nel primo anno, e anche loro potranno dire la loro in spogliatoio, come ad esempio Daniele Grassi. Cercherò di dare l'esempio anche sul ghiaccio, portando tanta energia, come sono solito fare».
A chi hai detto per primo che l'Ambrì voleva nominarti capitano?
«Alla mia famiglia, ho mandato loro un messaggio. La sera abbiamo festeggiato un po'...».
Hai concluso in netto crescendo la stagione scorsa. È stato l'effetto Tapola?
«Ho notato subito molta fiducia da parte del coach nei miei confronti. È sempre stato molto onesto con me e mi ha spesso ripetuto che ho potenzialità e qualità importanti. Dopo una stagione sottotono, questo mi ha dato molta fiducia e, di conseguenza, anche le cose sul ghiaccio venivano più semplici».





