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"La clausola nel mio contratto? Samuelsson lo sa perché era con noi alla scrivania..."

Patrick Fischer ha preferito glissare sulla tematica contrattuale: l'head coach del Lugano dopo la vittoria di sabato vuole subito tornare a lavorare per uscire definitivamente dalla crisi
"La clausola nel mio contratto? Samuelsson lo sa perché era con noi alla scrivania..."
"La clausola nel mio contratto? Samuelsson lo sa perché era con noi alla scrivania..."
Patrick Fischer ha preferito glissare sulla tematica contrattuale: l'head coach del Lugano dopo la vittoria di sabato vuole subito tornare a lavorare per uscire definitivamente dalla crisi
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LUGANO - È arrivata finalmente la vittoria in casa Lugano: dopo le quattro sconfitte consecutive inanellate nel corso di una settimana, sotto le volte della Resega i mugugni e le preoccupazioni stavano iniziando a crescere e a farsi sempre pi&...

LUGANO - È arrivata finalmente la vittoria in casa Lugano: dopo le quattro sconfitte consecutive inanellate nel corso di una settimana, sotto le volte della Resega i mugugni e le preoccupazioni stavano iniziando a crescere e a farsi sempre più rumorosi e ingombranti. Il successo ottenuto contro il Losanna è uno di quelli importanti, perché ottenuto con fame, con grinta, con lotta: tutti elementi che possono cementare il gruppo.

Lo sa benissimo Patrick Fischer che ha fatto anche il mea culpa su alcune scelte fatte: "Magari potevo far giocare assieme gli svedesi già prima. Questa volta ho deciso così, pensando che Linus e Fredrik ritrovandosi si sarebbero potuti ricordare di com'era bello l'anno scorso quando facevano così tanto bene: la linea con Tony ha fatto una super partita - ha esordito - Non dimentichiamoci però del quarto blocco: quei ragazzi, beh Reuille magari qualche anno in più ce l'ha (ride, ndr), hanno giocato alla grandissima. Fazzini e Romanenghi sono stati incredibili".

In effetti il Lugano ha disputato una buona prestazione sotto tutti gli aspetti e in un clima che poteva far tremare le gambe: "Devo fare un applauso a tutti. Non so se hanno giocato per me, penso che lo abbiano fatto per loro, per noi e per i tifosi: a Lugano ho già visto volare le palline da tennis in pista dopo diverse sconfitte... questa volta invece i tifosi ci sono stati vicini sempre, fino alla fine. I ragazzi sul ghiaccio hanno risposto alla grande: Elvis ha parato ciò che doveva, siamo stati puliti in uscita dal terzo e precisi in attacco. Il gruppo non è compatto? Beh guardate il gol di Brunner... la rabbia e la voglia che ha espresso in quell'esultanza fa capire quanto questa squadra voglia andare avanti e far bene".

L'head coach bianconero, infine, incalzato sulla tematica relativa alla fantomatica clausola presente nel suo contratto (se il Lugano non sarà quarto a Natale il suo rinnovo non avrà valore) ha voluto rispondere in modo velato a Morgan Samuelsson: "Lui sa queste cose perché quando abbiamo firmato il rinnovo era presente al tavolo nel nostro ufficio...".

Vuoi fare anche tu una domanda a Serge Pelletier e Patrick Fischer? Non perdere tempo, scrivi a sport@tio.ch

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