Soldi messi a fondo perso, senza Bentancur lunedì il Bellinzona sarebbe fallito

Mancati i contatti con la cordata interessata all’acquisizione del club, l’ex patron ha pagato per evitare il peggio
Procedura stralciata, l’udienza di lunedì non si terrà.
Mancati i contatti con la cordata interessata all’acquisizione del club, l’ex patron ha pagato per evitare il peggio
Procedura stralciata, l’udienza di lunedì non si terrà.
BELLINZONA - La scadenza ufficiale era fissata a lunedì mattina: alle 8.50 i rappresentanti dell’AC Bellinzona si sarebbero dovuti presentare in Pretura e, documenti alla mano, avrebbero dovuto battersi per tentare di evitare un doloroso fallimento.
Quella scadenza ora non esiste più e, seppur piccolo, il club granata ha fatto un passo avanti verso la tanto agognata salvezza.
Oggi, venerdì, Pablo Bentancur, affiancato da Brenno Martignoni Polti ha infatti provveduto a pagare per quelle procedure che, aperte, se non risolte entro le ore 16 avrebbero portato all’inevitabile fallimento del club granata.
E badate bene, in tutto ciò non c’entra nulla l’ormai famoso pegno con il quale l’agente sudamericano detiene le azioni societarie. Quella è un’altra storia. I debiti di cui si parla - e che avrebbero messo il punto alla storia del club della Capitale - sono parte di quelli che aveva accettato di accollarsi la cordata di imprenditori locali rappresentata da Renato Sergi. Parte di quel milione e mezzo (abbondante) legato alla disastrosa gestione di Juan Carlos Trujillo.
Con tempi tecnici strettissimi e con l’imprenditore ed ex bandiera della squadra granata che, tramite avvocati, non è stato raggiunto velocemente, per evitare la fine si è fatto avanti proprio Bentancur che, su consiglio di Martignoni Polti, ha deciso di spendersi nuovamente per l’ACB. A fondo perso tra l’altro. Senza l’intervento dell’ex patron l’udienza della prossima settimana sarebbe stata solo una formalità: con gli istituti di credito ancora chiusi e senza l’attestazione dell’Ufficio esazione e condoni come prova della cancellazione del debito, il giudice non avrebbe infatti potuto far altro che sancire il fallimento. Nessuna deroga, nessuna proroga. Capitolo chiuso. Punto e a capo.
Il gesto dell’ex patron non ha chiuso la questione; ha però regalato un po’ di vita in più al Bellinzona. Le questioni irrisolte, dalla reale volontà di Sergi e dei suoi di impegnarsi alla “proprietà” delle azioni, sono ancora molte. In granata hanno però guadagnato tempo prezioso. Giorni. Forse settimane, per tentare di lasciarsi alle spalle un anno orrido sotto tutti i punti di vista e ripartire con speranza in Promotion League.








