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Martignoni Polti sta con Bentancur: «Dal Municipio mai un segno d'apprezzamento»

Alla vigilia dell’udienza in Pretura che può decidere il destino dell’ACB, l’ex dirigente sostiene le accuse di Bentancur e punta il dito contro Municipio e nuova gestione: il club granata a un bivio cruciale.
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Fonte RED
Martignoni Polti sta con Bentancur: «Dal Municipio mai un segno d'apprezzamento»
Alla vigilia dell’udienza in Pretura che può decidere il destino dell’ACB, l’ex dirigente sostiene le accuse di Bentancur e punta il dito contro Municipio e nuova gestione: il club granata a un bivio cruciale.
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BELLINZONA - Sono ore decisive a Bellinzona. Lunedì 8 giugno l’ACB dovrà comparire davanti alla Pretura per evitare il fallimento. Il margine di manovra si assottiglia e la situazione resta estremamente delicata, mentre attorno allo stadio Comunale le nubi continuano ad addensarsi. A complicare ulteriormente il quadro è il rapporto, ormai ai minimi termini, tra l’ex patron Pablo Bentancur e il Municipio. Un clima teso che non ha aiutato a stemperare le criticità e che trova nuova eco nella presa di posizione dell’agente sudamericano, oggi sostenuta anche da Brenno Martignoni Polti.

Nel suo intervento (riportato integralmente nel box a fondo articolo), Martignoni Polti conferma e sottoscrive integralmente quanto dichiarato da Bentancur, ripercorrendo anni di gestione segnati da difficoltà, tensioni istituzionali e risultati sportivi altalenanti. Dalla presidenza assunta il 17 giugno 2024, racconta di un lavoro costante su tutti i fronti - prima squadra, settore giovanile, rapporti istituzionali e sportivi - spesso senza il riconoscimento atteso da parte delle autorità cittadine.

Nel suo lungo sfogo, l’ex dirigente sottolinea anche le difficoltà nei rapporti con il Municipio, le tensioni con parte della tifoseria e le complesse vicende burocratiche e legali affrontate dal club, inclusa la gestione della licenza ottenuta in seconda istanza. Sul piano sportivo ricorda la semifinale sfiorata in Coppa Svizzera contro il Losanna e la salvezza conquistata in Challenge League, oltre alle iniziative per i 125 anni del club.

Non mancano riferimenti al recente addio alla presidenza, presentato come scelta personale nell’estate 2025, e alle successive frizioni con la nuova proprietà. Un passaggio che, secondo la sua lettura, ha ulteriormente contribuito a una progressiva distanza tra le parti. Oggi, però, la priorità resta il campo e la sopravvivenza del club. «Le vie d’uscita si sono ridotte, ma non sono ancora chiuse», è il messaggio che filtra. L’obiettivo è ora ritrovare lucidità e compattezza per non compromettere il futuro dell’ACB, arrivato a un bivio cruciale.

Le parole di Martignoni Polti:
«Confermo e sottoscrivo, in tutto e per tutto, quanto esternato, ieri, da Pablo Bentancur, nel suo accorato comunicato.Dall’assunzione della presidenza, il 17 giugno 2024, affidatami, con grande attestazione di stima e fiducia dalla famiglia Bentancur, effettivamente, ho vissuto in prima persona, le vicissitudini e le dinamiche evocate. Nè più né meno.Da parte dell’intero Municipio di Bellinzona, Sindaco e Vicesindaco, mai un conforto di apprezzamento e il benché minimo segnale, per un lavoro intensissimo a trecentosessanta gradi. Nella prima squadra, nel settore giovanile, nei contatti interni e esterni. Nelle trasferte e nelle partite in casa. La piena ininterrotta presenza e assistenza a giocatori e a staff. Nei rapporti con SFL e altre Autorità sportive nazionali e internazionali, civili e penali. Fino alle innumerevoli procedure approdate fino al Tribunale federale e al TAS. Pure con esiti positivi.Tutto ciò, per inciso, sempre sotto costante attacco degli “ultras” nostrani, che, incuranti, hanno continuato a dare sfogo alle invettive in ogni forma. Poi però, stranamente, per tutta la gestione Trujillo, rimasti belli buoni, nonostante gli evidenti imperdonabili tracolli. Salvo, sul finire, un estremo petardo bagnato.Nei fatti e in ciò che conta, nella gestione, di cui mi sono assunto onori e oneri, momenti incancellabilmente forti.Confermato rilascio della licenza, lo scorso anno, in seconda istanza. Sempre con il supporto della proprietà, in un contatto che mai è venuto meno.Solo e soltanto nell’interesse della squadra che mi porto nel cuore dalla nascita.A livello sportivo, il 25 febbraio 2025, i quarti di finale di Coppa Svizzera con il Losanna. La semifinale mancata per un soffio, dopo i calci di rigore (1-1 al 120’). E ancora -grazie al Mister Giuseppe Sannino- la conquistata permanenza in Challenge per la stagione 2025/2026.Una medesima stagione, quella dei 125 anni, farcita da gala, ritrovi festivi per grandi e piccoli. E l’omaggio alla carriera. Il riabbraccio di gloria a Paulo Caesar, fatto venire e ospitato da noi per volere e sostegno di Pablo Bentancur.Adesso, l’ACB è a un bivio delicatissimo.Proprio per questo, ancora ora, alle richieste di aiuto e assistenza, continuo a rispondere presente.Tra questa Città e l’ACB c’è un filo a doppio mandante, di sostanza e di emozioni, che fa sì che i successi e le situazioni critiche non possono essere disgiunte.Credo nei colori granata e nelle sue peculiarità. L’ottimismo per me è uno stato di fondo. Va di pari passo con la fiducia. È propellente imprescindibile in ogni evento della vita. A maggior ragione, in accadimenti come quelli che stiamo vivendo per l’ACB. Mi sento però anche di aggiungere che quella di quasi un anno a questa parte, è stata una “cronaca annunciata”. Rammento che, il 31 luglio 2025, di mia spontanea volontà, ho deciso di lasciare, con effetto immediato. Pure, in quell’occasione, nessun segnale né reazione da parte del Municipio. Anzi, nel primo incontro con la nuova proprietà di Juan Carlos Trujillo, a inizio luglio 2025, il Vicesindaco Fabio Käppeli aveva parlato di “clima costruttivo” attorno a un “progetto serio e credibile”.Poi, il mio allontanamento dal settore giovanile per volontà del nuovo patron. Anche qui, nessuna reazione di una Città, che non ha nascosto indifferenza. All’entrata dell’assemblea, la sera del 2 febbraio 2026, dopo le acide detrazioni dell’ennesimo volantino, un gruppetto di Boys a chiedermi se intendevo ripresentarmi.A questo punto, però, lo stato delle cose richiede calma, distacco e lucidità. In modo da non perdere di vista l’obiettivo comune.Le vie di uscita si sono notevolmente assottigliate, ma non sono ancora chiuse del tutto.Faccio mie le parole di Charlie Chaplin. “Non troverai mai un arcobaleno se guardi in basso"».

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