Il trailer esclusivo di “GTA VI” ha mandato Netflix a gambe all'aria

Server inaccessibili in tutto il mondo (Svizzera e Ticino compresi) per diversi minuti giovedì sera alle 21. Una conferma che la “febbre” per l'ultimo gioco di Rockstar non potrebbe essere più scottante.
Un'idea di marketing che si è rivelata decisamente azzeccata, quella concepita da Rockstar Games e Netflix per il lancio di quello che per molti è il gioco più atteso di sempre.
Stiamo parlando del simulatore di criminalità “GTA VI” che uscirà - verosimilmente causando uno sfacelo - il prossimo 19 novembre.
La scelta singolare di pubblicare un'anteprima estesa, lunga 26 minuti, che mostra la Miami virtuale del gioco e i due nuovi protagonisti, era stata molto discussa (e criticata). Alla fine, però, “GTA” si è confermato quello che è: un unicum nel panorama dell'intrattenimento mondiale, in grado di spuntarla sempre e comunque.
La piattaforma di streaming, riportano diversi portali internazionali, ha avuto problemi importanti a ridosso della pubblicazione della clip speciale (ore 21 in Svizzera). Problemi che si sono verificati anche alle nostre latitudini.
Diversi gli utenti che si sono precipitati sui social per scherzare (o arrabbiarsi). L'intero video è poi stato pubblicato, nella sua interezza, anche su YouTube.
L'ultimo episodio della saga di Rockstar Games, “GTA V” è il videogame più di successo di tutti i tempi con i suoi 10 miliardi di dollari. Un risultato che non ha paragoni nel mondo dell'intrattenimento, anche cinematografico. A 13 anni dal lancio è ancora uno dei titoli più giocati quotidianamente.
Le attese per “VI” sono quindi elevatissime, anche considerando che il titolo arriva in un momento molto sfortunato per il gaming in generale: con i prezzi delle console alle stelle (a causa della penuria di microprocessori) e i grandi colossi del settore in difficoltà, fra licenziamenti di massa e incapacità di catalizzare l'attenzione delle nuove generazioni.
A confermare la “febbre”, un recente leak di materiale grezzo del gioco finito sul web, che ha portato a una vera e propria caccia all'uomo (e a una mobilitazione in forze di avvocati). Rockstar ha poi commentato l'affaire definendolo «straziante per il team che ci ha lavorato», aggiungendo: «Non è così che avremmo voluto che vedeste il gioco dopo tutti questi anni di lavoro».



