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«Il vostro rapper preferito, alla fine della giornata, tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton».

Scambio di rime (e cortesie) fra i rapper milanesi: fra chi ha sostenuto i “riot” in zona Duomo (Marracash e Ghali) e chi li condanna (Fedez).
«Il vostro rapper preferito, alla fine della giornata, tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton».
Imago/Italy Photo Press/IPA via ZUMA Press/Insidefoto
Fonte Corriere della Sera
«Il vostro rapper preferito, alla fine della giornata, tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton».
Scambio di rime (e cortesie) fra i rapper milanesi: fra chi ha sostenuto i “riot” in zona Duomo (Marracash e Ghali) e chi li condanna (Fedez).

MILANO - Fiamme, devastazione e vetrine in frantumi. Le immagini dei disordini di Milano hanno invaso i social della vicina Penisola (e non solo).

Non ci è voluto molto prima che anche due noti rapper meneghini, Marracash e Ghali, prendessero posizione, esprimendo sostegno ai giovani scesi in Piazza Duomo per sfogare la propria rabbia.

Lunedì Marracash aveva commentato su Instagram: «Con le buone non cambi le cose». Ghali, dal canto suo, aveva espresso solidarietà ai ragazzi scesi in piazza, invitandoli a «continuare a lottare». Sulla stessa linea anche Sayf, secondo a Sanremo, secondo cui la violenza delle proteste «non sarà mai paragonabile» a quella della classe dirigente.

A rispondere per le rime (sic) ci ha pensato Fedez, che in un lungo post sui social ha criticato i colleghi, mettendone in luce le contraddizioni: «Il vostro rapper preferito, alla fine della giornata, tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton», ha chiosato.

Per Fedez, esaltare sulla propria pagina la ribellione mentre allo stesso tempo si ostenta il lusso è un controsenso: «I manifestanti non sono Pokémon da scagliare per il proprio tornaconto», ha scritto. E rivolgendosi direttamente a chi è sceso in piazza, ha aggiunto: «Dentro le vetrine distrutte ci sono anche gli artisti che vi sostengono».

Non si è fatta attendere la replica di Marracash: «Siamo tutti d’accordo a condannare la violenza». Secondo il rapper, però, i giovani incappucciati sono il sintomo «di un fallimento della nostra società».

Marracash ha poi risposto indirettamente a Fedez, contestando la retorica del «tu hai i soldi, tu non puoi parlare». «Ho visto i primi euro intorno ai 30 anni», ha ricordato il rapper, oggi 47enne. E ha sottolineato che aver fatto fortuna non gli impedisce «di desiderare un mondo più equo».

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