Netanyahu all'Onu: l'accusa di genocidio è «la più grande menzogna del secolo»

Il premier israeliano ha poi attaccato il sindaco di New York Zohran Mamdani. Prima del suo intervento molti diplomatici hanno però lasciato la sala in segno di protesta.
NEW YORK - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito le accuse secondo cui il suo Paese starebbe commettendo un genocidio nella Striscia di Gaza come «la più grande menzogna del secolo».
Israele non ha commesso alcun genocidio, ha detto durante il suo discorso alle Nazioni Unite a New York, sottolineando che ha invece «impedito un genocidio». «Se Israele non avesse fermato l'organizzazione terroristica islamista Hamas, saremmo tutti morti», ha affermato.
Ripercorrendo l'attacco del 7 ottobre e ricordando il fratello ucciso, Netanyahu ha detto: «Vinceremo, non abbiamo altra scelta». E ha accusato Hamas di avere ucciso sopravvissuti dell'Olocausto, stuprato donne e ucciso bambini, aggiungendo che Israele ha «combattuto come leoni» su sette fronti.
Poi ha attaccato il sindaco di New York Zohran Mamdani definendolo «il sindaco antisemita di New York» e accusandolo di avere ripetutamente accusato falsamente Israele di genocidio.
Netayahu ha sottolineato che il sindaco avrebbe cercato di impedire la sua visita a New York e di metterlo a tacere. «Bene, non potete mettermi a tacere. Non potete mettere a tacere la verità», ha detto.
«Continueremo a difendere il nostro Paese», ha concluso il premier, ringraziando Trump e definendolo un partner nella battaglia di Israele. «Israele e l'America hanno agito insieme per salvare la civiltà».
Decine di diplomatici hanno lasciato da sala
Prima del discorso del discorso, decine di diplomatici di numerose delegazioni hanno abbandonato la sala in segno di protesta, rimasta mezza vuota. Ci sono stati anche cori pro-Palestina.
La reazione di Netanyahu non si è fatta attendere. «Chi ha lasciato l'aula è un codardo morale, se ce ne sono altri se ne vadano subito».



