Il Consiglio d'Europa adotta la sua prima strategia per la parità dei diritti Lgbti

È l'inizio di una «nuova fase», ha spiegato Alain Berset
STRASBURGO - Il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha adottato la prima strategia dell'organizzazione per la parità dei diritti delle persone Lgbti, che fornisce un quadro strutturato per l'attuazione degli standard già esistenti in materia, al fine di promuovere l'uguaglianza e prevenire la discriminazione e la violenza.
«L'adozione della strategia non segna l'inizio del nostro impegno a favore dell'uguaglianza delle persone Lgbti, ma ne segna una nuova fase», ha dichiarato il segretario generale dell'organizzazione paneuropea, Alain Berset. «Il Consiglio d'Europa è stato fondato sulla convinzione che i diritti umani appartengano a tutti e questa strategia contribuisce a trasformare questo impegno in realtà», ha evidenziato l'ex consigliere federale aggiungendo che «non possono esserci eccezioni all'inclusione».
La strategia si poggia su 4 priorità d'azione: il riconoscimento della parità di diritti e della dignità delle persone lgbti e la promozione di una cultura del rispetto e dell'inclusione per contrastare la stigmatizzazione; la lotta alla disinformazione e alla manipolazione delle informazioni riguardanti le persone lgbti; la prevenzione e la lotta alla violenza e all'odio nei loro confronti; e il rafforzamento della loro protezione attraverso quadri giuridici, istituzionali e normativi efficaci.
Secondo il Consiglio d'Europa l'adozione della strategia, che arriva 45 anni dopo la prima storica sentenza con cui la Cedu ha riconosciuto che la criminalizzazione dei rapporti omosessuali consensuali violava il diritto al rispetto della vita privata, è stata resa necessaria perché nonostante si siano registrati progressi, questi restano disomogenei tra gli Stati membri. In alcuni, indica l'organizzazione, le riforme si sono arenate o sono state revocate, spesso attraverso misure legislative e costituzionali che indeboliscono le tutele esistenti, rafforzate dalla retorica politica e dai crescenti livelli di ostilità nei confronti delle persone lgbti. Inoltre l'uso delle tecnologie digitali sta amplificando il sentimento anti-lgbti.



