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ITALIA
07.10.2021 - 12:520

Boss della 'ndrangheta arrestato in un bunker

Cosimo Damiano Gallace era ricercato da un anno e si nascondeva in una stanza dietro a una finta parete

CATANZARO - I carabinieri del Nucleo investigativo di Catanzaro hanno arrestato il latitante Cosimo Damiano Gallace, di 60 anni, ricercato da un anno perché deve scontare 14 anni di carcere per associazione mafiosa.

L'uomo, ritenuto reggente dell'omonima 'ndrina, si nascondeva a Isca sullo Ionio, in un appartamento ricavato in uno edificio all'interno di una ditta di produzione del calcestruzzo, ed è stato scoperto in un bunker realizzato dietro una parete della camera da letto.

Al momento dell'intervento nell'abitazione erano presenti la compagna 34enne e la figlia di 4 anni, che non risiedono lì, elemento che ha dato agli investigatori la certezza che fosse presente anche il latitante.

E infatti dopo una lunga perquisizione Gallace è stato individuato: era in un bunker al quale si accedeva attraverso una finta parete nascosta dietro la specchiera in camera da letto. La porta si apriva solo grazie a un congegno meccanico che si attivava ruotando il pomello centrale di un attaccapanni a muro.

Nel corso della perquisizione sono sequestrati un trolley con circa 35'000 euro in contanti, un tablet, 9 telefoni cellulari di cui 2 danneggiati dall'interessato prima di essere scoperto, varie Sim non ancora attive.

Gallace, ritenuto boss dell'omonima 'ndrina di Guardavalle con articolazioni ad Anzio e Nettuno (Roma), in Lombardia, Piemonte e Toscana era ricercato dal 25 novembre 2020 per l'esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d'Appello di Roma dopo la condanna a 14 anni per associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Inoltre, a carico di Gallace pende anche un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 15 marzo 2021 dal Gip di Catanzaro per indagini coordinate dalla Dda sempre con riferimento al reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Per aver preso parte alla cosiddetta "strage di Guardavalle" ha scontato complessivamente, a partire dai primi anni '90, più di vent'anni di carcere.

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