Violenze a Milano e Parigi: «E se succedesse anche a Lugano?»

Un'interrogazione di Marco Seitz (Lega) chiede al Municipio di Lugano a chiarire protocolli e risorse per la gestione di manifestazioni potenzialmente violente.
LUGANO - Le violenze scoppiate durante le manifestazioni dello scorso fine settimana a Milano e Parigi hanno acceso qualche preoccupazione anche alle nostre latitudini. E c'è chi, guardando a quanto accaduto nelle due città, vuole capire se Lugano sia preparata ad affrontare eventuali situazioni analoghe.
È il caso del consigliere comunale della Lega dei Ticinesi Marco Seitz, che ha presentato un'interrogazione al Municipio per fare chiarezza sui protocolli di sicurezza, sulle risorse disponibili e sulle procedure previste in caso di disordini durante una manifestazione.
«Gli episodi registrati nell'ultimo fine settimana in diverse città europee impongono, anche a livello comunale, una riflessione concreta sulla capacità delle istituzioni di prevenire l'escalation di una manifestazione e di proteggere cittadini, commercianti, infrastrutture e forze dell'ordine».
«Non significa che possa succedere anche a Lugano»
Seitz mette però le mani avanti. Quanto accaduto a Milano e Parigi non significa «che una situazione analoga debba verificarsi a Lugano, né che una manifestazione pacifica debba essere trattata come una minaccia». È però necessario, sostiene, che il Comune conosca in anticipo le proprie competenze, i protocolli da attivare e le modalità di coordinamento con le autorità cantonali e federali.
Per la Lega dei Ticinesi, infatti, «la sicurezza dei cittadini non può essere affidata all'improvvisazione».
Il tutto senza mettere in discussione il diritto di manifestare. «La libertà di manifestare va tutelata; altrettanto va tutelato il diritto di tutti gli altri cittadini a muoversi, lavorare e vivere senza intimidazioni, violenze o danneggiamenti».
Undici domande al Municipio
Sono undici le domande sottoposte all'Esecutivo. Seitz chiede innanzitutto quali protocolli siano attualmente in vigore per gestire una manifestazione che degeneri in violenze, vandalismi o saccheggi e se esista un piano operativo specifico per affrontare situazioni di questo tipo nelle aree più sensibili della città.
L'attenzione si concentra in particolare sul centro cittadino, sulle zone commerciali, sulle stazioni, sui nodi del trasporto pubblico e sugli edifici comunali. Il consigliere comunale vuole sapere se siano previsti piani specifici e quando siano stati aggiornati l'ultima volta.
Un altro punto riguarda il coordinamento tra le autorità. L'interrogazione chiede di chiarire quale sia la catena di allerta tra Municipio, Polizia Città di Lugano, Polizia cantonale, servizi di soccorso e, dove previsto, autorità federali. Ma anche chi abbia la responsabilità di decidere il passaggio da una gestione ordinaria della manifestazione a un dispositivo rafforzato di sicurezza e con quali tempistiche.
Commercianti, trasporti e infrastrutture
Seitz vuole inoltre conoscere quali risorse supplementari possano essere mobilitate rapidamente per proteggere persone, attività economiche, infrastrutture critiche e servizi pubblici.
Chiede poi se il Municipio disponga di una mappatura aggiornata dei punti più vulnerabili della città e quali misure preventive siano previste per proteggerli.
Tra le preoccupazioni sollevate figura anche la continuità dei servizi essenziali. Come verrebbero gestiti, per esempio, eventuali blocchi di strade, piazze o collegamenti del trasporto pubblico? E in che modo verrebbero informati tempestivamente cittadini e commercianti sulle misure di sicurezza e sulle modifiche alla viabilità?
L'interrogazione affronta anche il tema della preparazione operativa. Il leghista domanda se vengano organizzate esercitazioni o simulazioni congiunte per verificare la capacità di risposta delle autorità e, in caso affermativo, con quale frequenza.
Protocolli da aggiornare?
Infine, il Municipio è chiamato a esprimersi sull'adeguatezza delle procedure attualmente in vigore alla luce dei recenti episodi di violenza nelle città europee. Qualora emergessero delle lacune, Seitz chiede quali correttivi si intendano introdurre e in quali tempi.
«L'obiettivo della presente interrogazione non è alimentare allarmismi, bensì ottenere trasparenza e preparazione», precisa Seitz, secondo cui Lugano deve essere pronta ad affrontare anche gli scenari peggiori senza attendere che si trasformino in emergenze.



