Quando il regista non è umano. «Non demonizziamo, discutiamone»

Merge Film Festival è la prima rassegna dedicata a opere cinematografiche che sfruttano l'intelligenza artificiale. Sarà una finestra su questa realtà e «uno spazio di confronto»
Merge Film Festival è la prima rassegna dedicata a opere cinematografiche che sfruttano l'intelligenza artificiale. Sarà una finestra su questa realtà e «uno spazio di confronto»
MASSAGNO - È una prima non solo ticinese, ma anche svizzera: dal 1° al 4 ottobre si terrà a Massagno e Lugano l'edizione di debutto del Merge Film Festival, evento dedicato al rapporto tra cinema e intelligenza artificiale. Altre kermesse si sono occupate marginalmente dell'intelligenza artificiale in ambito cinematografico, ma mai in maniera così estesa. Il festival vuole essere uno spazio di confronto sulle opportunità, i rischi e le sfide poste dall’AI nel settore audiovisivo.
Gli ideatori
L'idea di Merge Film Festival è venuta a due giovani cineasti formati entrambi al CISA, che si spartiscono l'incarico di direttore artistico. Dario Cirrincione (classe 2003) è CEO del festival nonché regista e produttore, con all'attivo un cortometraggio, "Present", che esplora e ibrida diversi formati espressivi, intelligenza artificiale inclusa. Francesco Poloni (1997) è il COO nonché produttore e documentarista premiato al Festival di Locarno 2025 con "Tusen Toner", opera capace di aggiudicarsi il Pardino d'argento SRG SSR.
Il programma
Il programma prevede proiezioni, incontri, masterclass e attività formative, con tre sezioni competitive (Full AI, Hybrid, Experimental) che raccolgono circa 40 opere selezionate tra 366 film provenienti da 58 Paesi. Oltre ai cortometraggi in concorso, saranno presentati lungometraggi e opere fuori concorso, con la partecipazione di registi internazionali e momenti di Q&A con il pubblico.
Nato sui banchi di scuola
La nascita del Merge Film Festival è il risultato di un percorso condiviso tra Poloni e Cirrincione, iniziato tra i banchi del Conservatorio internazionale di scienze audiovisive a Locarno: «Abbiamo studiato insieme e ci siamo conosciuti all'inizio del percorso scolastico. Da allora abbiamo discusso molto di cinema, linguaggi e autorialità», spiega Poloni. Cirrincione aggiunge: «Nel mio film di diploma (il già citato "Present", ndr) ho utilizzato l'intelligenza artificiale come linguaggio per raccontare la demenza, trovando un'affinità tra i malfunzionamenti dell'AI e la percezione alterata della protagonista».
Una piattaforma di confronto
Il festival nasce anche dalla volontà di offrire uno spazio di confronto e dialogo su un linguaggio artistico in rapida evoluzione: «Guardandoci attorno ci siamo resi conto che mancava un palcoscenico dove autori, produttori e appassionati potessero incontrarsi e riflettere insieme sulle potenzialità e le complessità dell'AI», sottolinea Poloni. «L'importante è che ci sia sempre un procedimento autoriale dietro: l'intelligenza artificiale è uno strumento, e come ogni strumento dipende da chi lo utilizza».
La questione etica
La selezione delle opere in concorso ha seguito criteri sia artistici che etici: «Abbiamo lavorato con quattro selezionatori, spiegando la nostra visione e cercando opere che portassero una voce autoriale e riflessioni che andassero oltre la semplice sperimentazione tecnica», spiega Poloni. «L'etica dello sguardo e della messa in scena sono parti fondanti del nostro approccio. I selezionatori hanno filtrato le opere secondo questi principi».
Tre sfumature di IA
Il festival propone tre sezioni competitive: Full AI, Hybrid ed Experimental. Cirrincione chiarisce: «La sezione ibrida accoglie opere che mischiano linguaggi tradizionali e AI, mentre quella sperimentale è aperta a forme non strettamente cinematografiche, come videoclip o video d'essai».
Studiare e dialogare
Una parte significativa del festival sarà dedicata agli studenti, con giornate formative rivolte a circa 500 ragazzi delle scuole del territorio. Tra gli ospiti figurano artisti e professionisti come Alessandro Bavari, pioniere dell’arte digitale, e Javishth Chabria, imprenditore indiano attivo nell’AI applicata al cinema. La giuria include Hardeep Gambhir, co-fondatore di Internet Cinematic. «Vogliamo offrire uno spazio di alfabetizzazione e sensibilizzazione rispetto a questo nuovo linguaggio, coinvolgendo studenti e giovani artisti», afferma Poloni. «Il festival vuole essere un luogo di dialogo e formazione, aperto anche a collaborazioni con altre realtà e scuole». I direttori artistici, pur mantenendo i piedi ben saldi per terra, sognano che questo festival possa diventare un punto di riferimento svizzero per quanto riguarda IA e cinema, in grado di dialogare anche con le altre rassegne già ben radicate sul territorio, non solo cantonale.
Divertirsi, meravigliarsi, riflettere
Merge Film Festival non mira solo a interrogarsi su limiti e opportunità dell'intelligenza artificiale nella Settima arte: «Ci sono tante visioni, tanti approcci differenti. Alcuni più comici, altri che virano su una riflessione sulla stessa IA. Ma c'è anche chi la utilizza per il piacere di sperimentare una forma cinematografica nuova», sottolinea Poloni. Con la selezione di opere di questo festival ci si potrà divertire, meravigliare e interrogare su quello che potrebbe (oppure no) essere il linguaggio artistico predominante nel futuro.
Non difendere, ma discutere
Poloni conclude: «Non vogliamo essere difensori assoluti dell'AI, ma creare uno spazio di confronto sulle sue possibilità e complessità. L'invito al pubblico è quello di essere curiosi, di esplorare senza preconcetti questo nuovo mondo che, come ogni linguaggio artistico, si sta sviluppando in tempo reale».






