I videogiochi non sono un hobby per poveri: «800 franchi per una console? È fuori di testa»

Nel presente del rincaro facile l'aumento di prezzo dei dispositivi per il gaming è eccezionale e in alcuni casi rasenta il raddoppio. Il motivo? L'incetta di chip dei colossi AI. E a perderci sono i consumatori.
Nel presente del rincaro facile l'aumento di prezzo dei dispositivi per il gaming è eccezionale e in alcuni casi rasenta il raddoppio. Il motivo? L'incetta di chip dei colossi AI. E a perderci sono i consumatori.
SAVOSA - Con l'arrivo dell'estate e con le agognate vacanze che all'orizzonte, Giacomo* ha deciso di concedersi l'acquisto di una console da portarsi dietro per il mare. Un desiderio che accarezzava già da qualche tempo, bighellonando tra portali di vendita, siti di aste e annunci.
La sua idea era quella di acquistare uno Steam Deck che, per chi non lo sapesse, è un po' un ibrido fra una console portatile e un PC. Il prezzo per una versione OLED del suddetto dispositivo, ricordandosi delle ricerche fatte qualche mesetto fa, era decisamente abbordabile soprattutto sull'usato: se ne trovavano anche a 300-400 franchi.
Finalmente decisosi per l'acquisto, ritorna sulle pagine salvate tra i preferiti per trovarsi faccia a faccia con un'inattesa realtà: il prezzo era praticamente raddoppiato arrivando al di sopra degli 800 franchi sul nuovo, e comodamente attorno ai 500-600 per quanto riguarda l'usato.
«Sono prezzi fuori di testa, davvero mi chiedo se ci sia qualcuno disposto a spendere così tanto», si sfoga, «una volta le console finivano sotto l'albero per Natale, adesso quale genitore sarebbe disposto a cacciare quasi un biglietto da mille per un regalo al proprio figlio o alla propria figlia?».
La realtà è che non è solo il relativamente di nicchia Steam Deck a essere rincarato, sono tutte le console per videogiocare dalla popolare Playstation passando per la rivale di sempre (e recentemente piuttosto controversa) Xbox, fino alle macchine da gioco - solitamente accessibilissime - di Nintendo.
E si tratta di un aumento eccezionale che va al di là della naturale inflazione.
Il motivo, come confermato dagli stessi produttori, è legato alla vera e propria incetta di chip di memoria da parte aziende che operano nel settore dell'intelligenza artificiale. Per soddisfare questa “fame” diverse aziende hanno smesso di rifornire chi assembla prodotti per il consumo, preferendo rivendere esclusivamente ai colossi tech dell'AI.
Il risultato è che chiunque voglia realizzare un prodotto hi-tech fatica a trovare le materie prime e, se le trova, deve essere disposto a pagarle ancora di più del solito, senza contare tutte le altre macrocomplicazioni del commercio globale (dai dazi fino ai disagi di Hormuz).
E questo si ripercuote sui prezzi. Console che sono già sul mercato da diversi anni (pensiamo a Playstation 5 e Xbox Series S e X) oggi sono prezzate dal 50% all'80% in più rispetto a quando sono state rilasciate sul mercato ormai quasi sei anni fa. Si tratta di una cosa inaudita per il mercato dell'elettronica di consumo in generale, anche perché - in sé - sono sempre le stesse macchine.
Davide Canavesi/Joypad.chL'agognato Steam Deck che Giacomo (verosimilmente) non comprerà più.«Francamente non penso ci sia stato un periodo peggiore di questo per quanto riguarda il gaming», ci racconta il giornalista ed esperto di videogames Davide Canavesi che da anni gestisce il portale ticinese joypad.ch, «se penso alla mia Playstation 5 Pro, che è già un prodotto di un certo tipo, alla fine l'ho pagata a ridosso dei mille franchi. Sono sincero, ancora oggi faccio fatica a giustificarne la spesa».
Alzare così tanto l'asticella d'entrata non rischia di tagliare fuori aspiranti gamer con poca disponibilità economica? «Sicuramente sì, da sempre le console sono state il modo più economico e semplice per videogiocare. Oggi assistiamo a una sorta di inversione di tendenza, di giovani videogiocatori che decidono di partire direttamente dai pc. Se ne trovano di non troppo cari (o comunque meno cari delle console top di gamma) e i giochi sono spesso e volentieri molto più economici».
Un'altra possibilità è quella di buttarsi sulle macchine da gioco... un po' meno nuove: «È vero che anche l'usato, che si basa sui prezzi del nuovo, è in salita ma c'è comunque margine per risparmiare, soprattutto se si trova una buona offerta. Un'alternativa può essere scegliere un sistema più vecchiotto che può comunque dare soddisfazioni. Per esempio la prima Switch, che ha ancora la sua da dire, o se non avete esigenze particolari perché non optare per una sempre gagliarda Playstation 4?».
«Una volta le console ti davano la garanzia di poter giocare bene, senza troppi “sbattimenti” e spendendo relativamente poco», commenta invece Giampaolo Tantelmi del negozio specializzato di Lugano Amazingames, «oggi per una lunga e complessa serie di motivi è sempre meno così. Il rincaro che vediamo sul prezzo degli scaffali, digitali e fisici, va ribadito non è “colpa” del rivenditore».
Anche secondo Tantelmi uno dei mercati più “caldi” oggi è quello dell'usato: «Ormai è super garantito e anche noi, come negozianti, tendiamo a valorizzarlo e a proporlo al cliente, e funziona», conferma, «in molti si rivolgono anche al pc ma va detto, non è per tutti, non è lo stesso che giocare con una console».
Anche per lui questo per il gaming è un momento grigio: «Manca un po' la visione e si nota un certo appiattimento generale. Tanto per le console quanto per i giochi».
In un negozio come il suo, la carta vincente è quella della differenziazione: «Non vendiamo solo giochi e console ma anche gadget e carte collezionabili, insomma allarghiamo lo spettro dell'intrattenimento ludico», spiega, «di recente, in particolare, ci stiamo concentrando anche sul retrogaming (ovvero i videogiochi vintage, ndr.). Sarò anche un po' nostalgico, ma in un presente in cui tutto è digitale, avere qualcosa di fisico fra le mani – una confezione da aprire, con una cartuccia o un disco – è tutta un'altra esperienza. Ci siamo un po' dimenticati come goderci anche i videogiochi».
*vero nome noto alla redazione




