Nuove norme antincendio, il Municipio: «Obiettivi 2027 difficili da realizzare»

La Città prevede di dover rafforzare il personale e attivare una nuova unità di coordinamento per gestire gli adempimenti richiesti, mentre L'Associazione dei Comuni contesta la procedura adottata dal Cantone.
Le recenti modifiche al Regolamento cantonale sulla protezione antincendio pongono nuove e rilevanti sfide operative per la Città di Lugano.
Nella risposta all’interrogazione di Elena Rezzonico (PS) del 26 febbraio scorso - che domandava alla Città come intendesse applicare i compiti sulla protezione antincendio -, il Municipio evidenzia i cambiamenti introdotti dal Consiglio di Stato il 27 marzo 2026, che ridefiniscano in modo sostanziale il ruolo dei Comuni, passati da una vigilanza passiva a un’attività di controllo proattiva.
La perizia entro fine 2027
Le nuove norme stabiliscono - spiega il Municipio - una diversa frequenza dei controlli periodici per gli edifici a rischio e impongono, entro il 31 dicembre 2027, la presentazione di una perizia sul rischio residuo per gli stabili privi di certificato di collaudo antincendio. Viene inoltre introdotto l’obbligo per i tecnici riconosciuti di notificare al Municipio l’avvenuto controllo e l’eventuale presenza di difetti gravi.
L'elenco degli edifici soggetti a controllo
Un cambiamento significativo riguarda l’obbligo per i Comuni di allestire e mantenere aggiornato un elenco dettagliato degli edifici soggetti a controllo, indicando per ciascuno la data dell’ultimo accertamento e la relativa periodicità.
Per una realtà come Lugano si tratta di censire migliaia di edifici di diversa tipologia, un’operazione complessa che, secondo il Municipio, non può essere automatizzata e richiederà il coinvolgimento diretto dei proprietari.
La portata delle modifiche è tale che i servizi comunali stanno ancora valutando le modalità operative e non escludono richieste di chiarimento al Cantone. Nel frattempo, l’Associazione dei comuni ticinesi ha presentato ricorso al Tribunale federale contro il regolamento, contestando la mancata consultazione degli enti locali.
Per far fronte ai nuovi obblighi, la Città prevede di istituire entro fine estate 2026 un’Unità di coordinamento della prevenzione antincendio, affidata a uno specialista. Questa struttura avrà il compito di supportare i servizi comunali, coordinare le attività di controllo e promuovere formazione e sensibilizzazione interna.
«Rispetto della scadenza difficile da realizzare»
Il Municipio sottolinea inoltre che l’adeguamento comporterà un aumento delle risorse necessarie, sia in termini di personale sia di strumenti informatici. Si stima il fabbisogno di almeno due unità a tempo pieno nei primi anni, oltre all’implementazione di sistemi digitali adeguati per la gestione dei dati.
Alla luce delle difficoltà organizzative e strutturali evidenziate, il rispetto della scadenza del 31 dicembre 2027 appare, secondo l’esecutivo, difficilmente realizzabile senza un significativo potenziamento delle risorse e una chiarificazione del quadro normativo.



