Premi e costi della vita alle stelle: la risposta dei movimenti giovanili sul fronte casa

Dopo il voto del 28 settembre, le organizzazioni giovanili indicano nell’alloggio una leva prioritaria: «Colmare il divario con la media nazionale e sostenere affitti accessibili nel lungo periodo»
BELLINZONA - I movimenti giovanili ticinesi dei Giovani Verdi Liberali, della Gioventù Socialista e dei Giovani Verdi prendono posizione sulla politica dell’alloggio, indicando questo ambito come leva concreta per alleggerire il costo della vita nel cantone.
Dopo il voto popolare del 28 settembre, con cui i cittadini ticinesi hanno chiesto un intervento delle istituzioni per contenere l’aumento dei premi della cassa malati e il divario tra salari e costo della vita, il governo cantonale è chiamato a misure difficili. Secondo i movimenti giovanili, si tratterà inevitabilmente di «cerotti» per attenuare gli effetti di premi definiti esorbitanti, influenzati anche da fattori sociodemografici e socioeconomici solo parzialmente controllabili a livello cantonale.
Proprio per questo, sostengono, è necessario intervenire anche in altri ambiti che incidono in modo significativo sulle spese delle famiglie. Tra questi, l’alloggio rappresenta una voce centrale: con il 13,7% delle spese totali, è il capitolo più importante per le economie domestiche ticinesi.
Un nodo chiave è quello dell’edilizia di pubblica utilità, caratterizzata da affitti commisurati ai costi d’esercizio e non orientati al profitto. In Ticino, questo tipo di alloggi rappresenta appena lo 0,9% del totale, ben al di sotto della media nazionale del 4% e lontanissimo da realtà come Zurigo, dove la quota raggiunge il 27%.
I movimenti giovanili chiedono quindi al Cantone di colmare questo divario, con l’obiettivo di garantire prezzi degli alloggi sostenibili nel lungo periodo. Per farlo propongono una politica dell’alloggio più attiva, che preveda l’istituzione di un fondo per prestiti a interessi agevolati e per la partecipazione al capitale degli enti promotori di alloggi di utilità pubblica secondo la Legge sull’Abitazione. Inoltre, sollecitano incentivi ai Comuni affinché applichino la misura 3.4 della scheda R6 del Piano Direttore, introducendo quote minime di alloggi a pigione sostenibile per zone, comparti o singoli edifici.



