Iniziative Casse malati: «non si può subordinarne l’entrata in vigore ai finanziamenti»

Iniziative sui premi, il governo non può subordinarne l’entrata in vigore ai finanziamenti
BELLINZONA - Nessun vincolo finanziario. Il Consiglio di Stato non può subordinare l’entrata in vigore delle iniziative sulle casse malati approvate dal popolo il 28 settembre – quella socialista per limitare i premi al 10% del reddito disponibile e quella leghista per la loro deducibilità integrale – a specifiche fonti di finanziamento. Lo afferma, stando a quanto riporta La Regione, il costituzionalista Andreas Glaser, professore all’Università di Zurigo, nella perizia commissionata dalla Gestione e finanze.
Sul tavolo della commissione sono arrivati anche i dati sull’impatto dell’iniziativa del 10%, elaborati secondo due parametri: il premio medio di riferimento (Pmr) e il premio medio effettivo (Pme). Il primo considera solo le polizze con franchigia da 300 franchi, il secondo include anche le franchigie opzionali.
Secondo il presidente della commissione Fiorenzo Dadò, adottare il Pme farebbe crescere i beneficiari dei sussidi da 115mila a 215mila persone. «Con il Pmr si creerebbero importanti storture, riconoscendo aiuti anche a chi non ne ha bisogno», sostiene il granconsigliere del Centro, citando il caso di una coppia con 160mila franchi di reddito disponibile che potrebbe accedere ai sussidi.
Per questo è probabile un emendamento per adottare il Pme. Una soluzione che però non convince il capogruppo socialista Ivo Durisch. «Le vere storture le crea il Pme, perché penalizza anziani e malati cronici con franchigia minima», afferma. Pur non escludendo correttivi tecnici, Durisch propone un’applicazione decrescente del Pme in funzione del reddito, così da evitare sussidi a persone benestanti senza penalizzare chi ha realmente bisogno.



