CHIASSO
05.02.2016 - 08:040
Aggiornamento : 07.02.2016 - 11:42

«Siamo sommersi da telefonate di genitori preoccupati»

Lauree slovene in Ticino, è caos: una cinquantina di studenti pronti a "intentare una class action".

CHIASSO - «Tranquilli, vi immatricoliamo. Intanto, cominciate a pagare». E loro hanno pagato. Decine di studenti (provenienti per lo più dall'Italia) erano stati rassicurati così dalla Ipus di Chiasso e ora, per riavere i loro soldi, sono decisi a intentare una class action contro l'istituto. In ballo ci sono centinaia di migliaia di franchi versati per le rette universitarie. Denaro che, in teoria, avrebbe dovuto servire ad immatricolare gli studenti all'estero. E che invece sarebbe finito nelle casse di Ipus. 

«Noi presi in giro» - Così almeno sostengono gli studenti. Sarebbero una cinquantina, per ora, ad avere aderito a un gruppo informale costituitosi nelle scorse settimane sul web. Ma «di giorno in giorno se ne aggiungono altri» spiega a  tio.ch/20minuti un portavoce del gruppo. «Abbiamo contattato diversi avvocati, siamo tutti nella stessa situazione e stiamo valutando la possibilità di una class action. Ci sentiamo presi in giro». 

«Ci telefonano ogni giorno» - La situazione è nota al Cantone: «Siamo sommersi dalle telefonate di studenti e genitori preoccupati che chiedono chiarezza» spiega Sandro Rusconi del Decs. «A tutti spieghiamo che i titoli di Ipus non sono riconosciuti dallo Stato svizzero e che, in assenza di una convenzione con un'università straniera, si tratterebbe di una truffa. Ma è tutto da dimostrare». Il meccanismo, già illustrato in precedenti articoli, è il seguente: Ipus, che in Svizzera non è riconosciuta come università, si appoggia un ateneo sloveno per erogare le lauree; gli studenti da Chiasso vengono iscritti all'università di Maribor, al confine con l'Ungheria, dove però non mettono mai piede, e al termine degli studi tornano in Italia con il diploma (sloveno) in tasca. O almeno dovrebbero.

Ipus si difende - Ma qualcosa è andato storto: gli studenti, rivoltisi all'università slovena per chiarimenti, si sono sentiti rispondere che «con Ipus non esiste alcuna convenzione». Il direttore di Ipus Vincenzo Amore rassicura: «Stiamo facendo tutto in regola, le immatricolazioni arriveranno nei tempi stabiliti, per alcuni entro marzo-aprile, e lo abbiamo spiegato chiaramente a tutti i nostri iscritti. Non abbiamo ingannato nessuno e i soldi versati vengono spesi per l'offerta didattica e i servizi agli studenti». 

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