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SVIZZERA

48 ore di carcere: così la politica vuole intervenire contro i facinorosi

Quasi un anno fa una manifestazione pro-Palestina è degenerata a Berna. Nella sessione autunnale delle Camere federali molti inasprimenti dovrebbero essere varati
48 ore di carcere: così la politica vuole intervenire contro i facinorosi
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Lo scorso ottobre una manifestazione pro-Palestina non autorizzata è degenerata nella città di Berna con migliaia di partecipanti. (Immagine d’archivio)
48 ore di carcere: così la politica vuole intervenire contro i facinorosi
Quasi un anno fa una manifestazione pro-Palestina è degenerata a Berna. Nella sessione autunnale delle Camere federali molti inasprimenti dovrebbero essere varati

BERNA - La sessione autunnale delle Camere federali dovrebbe far segnare un giro di vite contro i manifestanti violenti. Saranno discusse varie misure che la politica valuta da quasi un anno, dopo i fatti di Berna di ottobre.

Gli scontri alla manifestazione pro-Pal
Migliaia di partecipanti a una manifestazione pro-Palestina non autorizzata ruppero vetrine, imbrattarono muri con spray e diedero fuoco ai tavoli del ristorante Della Casa. La polizia intervenne con l'idrante per domare l'incendio. Nel corso dell'intervento, che sfuggì al controllo della polizia, rimasero feriti 18 agenti.

La conferenza stampa nel locale incendiato
Circa tre settimane dopo, l’Alleanza Sicurezza Svizzera convocò una conferenza stampa nel ristorante incendiato. Vi parteciparono politici di UDC, PLR e il Centro, che presentarono diverse misure per contenere l’estremismo violento e rafforzare la sicurezza interna.

Interventi approvati e da approvare
Nel frattempo il Parlamento ha approvato diversi interventi che chiedono provvedimenti più duri contro l’estremismo violento. Molti di questi arriveranno nei prossimi giorni al Consiglio degli Stati e dovrebbero poi essere formalmente adottati. Il Partito socialista e i Giovani socialisti hanno condannato le violenze durante la manifestazione, respingendo tuttavia (così come gli altri partiti di sinistra) gran parte delle richieste, ad esempio per motivi di proporzionalità.

Il SIC potrà sorvegliare i telefoni
Già in primavera il Parlamento si era espresso a favore di concedere maggiori poteri al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Ad esempio, dovrebbe poter raccogliere informazioni in modo coperto prima di manifestazioni in cui si teme estremismo violento. Se il tribunale lo autorizza, potrà ad esempio installare microspie in locali privati e intercettare conversazioni telefoniche.

La richiesta è stata inserita nella legge sui servizi d’informazione revisionata, approvata dal Consiglio nazionale in giugno. Si attende la decisione degli Stati appunto nella sessione autunnale.

I manifestanti violenti dovranno restare 48 ore in carcere
Il Parlamento vuole raddoppiare la durata massima della detenzione preventiva da 24 a 48 ore. Ha approvato chiaramente le due mozioni PLR della consigliera agli Stati Petra Gössi e del consigliere nazionale Christian Wasserfallen. Tuttavia, i due interventi devono ancora passare agli Stati.

La nuova regolamentazione dovrebbe dare alla polizia abbastanza tempo, ad esempio, per assicurare e valutare le tracce digitali. E impedire che gli autori delle violenze dopo i disordini del fine settimana possano tornare il lunedì al lavoro o all’università. Inoltre, dovrebbe concedere più tempo d'azione alle autorità inquirenti.

Gli organizzatori della manifestazione dovranno sostenere i costi
Il consigliere nazionale Sidney Kamerzin e il consigliere agli Stati Charles Juillard (entrambi del Centro) chiedono nelle loro mozioni una regolamentazione nazionale sui costi di una manifestazione. In concreto, gli organizzatori dovrebbero farsi carico, in tutto o in parte, dei costi per la sicurezza e l’intervento. In primavera hanno trovato la maggioranza nelle rispettive Camere.

Il Gran Consiglio bernese fa resistenza
Anche nella città di Berna, direttamente interessata, dopo la manifestazione violenta sono state avanzate diverse richieste. Diversamente dal livello federale, queste hanno però vita difficile nel Gran Consiglio. Come riporta la Berner Zeitung, richieste come maggiori fondi per la polizia o un fondo di solidarietà per i commercianti non hanno trovato la maggioranza. È stato trasmesso solo l’intervento per «verificare misure di sicurezza preventive a protezione dei commercianti in caso di manifestazioni con potenziale di rischio elevato».

I problemi di autonomia locale
Il Consiglio federale respinge gli interventi per motivi di federalismo. E di recente anche la Commissione della sicurezza del Consiglio nazionale si è espressa in modo contrario. La mozione interferisce con la sovranità cantonale in materia di polizia e viola il principio di sussidiarietà. I Cantoni e i Comuni hanno già emanato regolamentazioni in materia, quindi a livello federale non vi è necessità di intervento. Il prossimo a decidere sarà il Consiglio nazionale.

Nuovi interventi: divieto di fuochi pirotecnici e pene più severe
Solo di recente la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha presentato due iniziative parlamentari. Una vuole punire più severamente l’uso di oggetti pericolosi e pirotecnici. A tal fine è prevista una pena detentiva da almeno uno fino a cinque anni.

La seconda iniziativa vuole punire più severamente i partecipanti a manifestazioni o «assembramenti pubblici» che comportano un grave pericolo per l’integrità fisica delle persone o gravi danni materiali. In concreto, chiede pene detentive di almeno sei mesi.

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