Visti al Mondiale, l’Iran accusa gli USA di «trattamento discriminatorio»

Ad alcuni membri dello staff della nazionale iraniana è stato rifiutato il visto per entrare negli Stati Uniti.
NEW YORK - L’Iran ha denunciato quello che definisce un «trattamento discriminatorio» da parte degli Stati Uniti, dopo il rifiuto di concedere i visti a diversi membri dello staff della nazionale in vista della Coppa del mondo di calcio.
La presa di posizione è arrivata sabato con un messaggio pubblicato su X dall’ambasciata iraniana in Turchia. «Perché non dite che i visti sono stati rifiutati alla maggior parte del personale dirigente e dello staff, ai consulenti tecnici e ad altre figure che sono parte integrante della squadra nazionale?», si legge nel testo, che denuncia un «trattamento discriminatorio intenzionale ai massimi livelli».
La dichiarazione replica alle parole dell’ambasciatore statunitense in Turchia, Tom Barrack, che venerdì aveva affermato che i giocatori e il «personale di staff necessario» avevano ottenuto i visti per entrare negli Stati Uniti.
La nazionale iraniana è attesa all’esordio nella competizione il 15 giugno a Los Angeles, dove affronterà la Nuova Zelanda. Resta però la polemica per l’esclusione di parte dello staff, che Teheran considera fondamentale per la preparazione e la gestione della squadra.



