Germania accusata di dumping sociale davanti a Ue
I ministri dell'economia e del lavoro Johan Vande Lanotte e Monica De Coninck, dopo una visita ad Hannover dove hanno discusso con le autorità tedesche della questione, hanno annunciato che scriveranno all'esecutivo Ue "per chiedere di mettere fine a queste pratiche".
"Non cerchiamo il confronto con un paese ma si tratta qui di mettere fine a pratiche indegne", hanno affermato i ministri, spiegando di aver deciso di denunciare la vicenda dopo essere stati messi al corrente che aziende belghe nel settore della macellazione hanno cominciato a chiudere, ristrutturare o delocalizzare proprio verso la Germania, non riuscendo più a far fronte alla concorrenza sleale dei suoi bassi costi.
"Aspettiamo di ricevere la lettera e vedere nel dettaglio le accuse", ha risposto il portavoce del commissario Ue agli affari sociali Lazslo Andor, che ha riconosciuto come in Germania ci siano "7,5 milioni di persone che svolgono mini-lavori il cui salario mensile arriva al massimo a 450 euro senza contributi né sicurezza sociale".
Non esiste, infatti, un salario minimo per queste categorie di lavori. E quindi, ha accusato il ministro Lanotte, "tutto è permesso perché non si infrange nessuna legge dal momento che non ce ne sono".




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