Il caldo uccide sempre di più

In Europa la mortalità correlata è aumentata del 30% negli ultimi quattro anni. Nello stesso periodo, si contano oltre 200mila vittime
ROMA - L'Europa è la regione che «si sta riscaldando più rapidamente al mondo». Solo negli ultimi quattro anni, il caldo ha causato oltre 200mila decessi, mentre la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30% negli ultimi vent'anni.
Tuttavia, i decessi dovuti al caldo non sono inevitabili, ha affermato in una nota Hans Henri Kluge, Direttore regionale dell'Oms per l'Europa, sottolineando come «la preparazione al caldo estremo deve essere integrata in ogni sistema sanitario tutto l'anno».
«Sappiamo come proteggere le persone: allertare tempestivamente le comunità, rendere le città più fresche, garantire l'accesso ad acqua e zone d'ombra, monitorare i soggetti più a rischio e preparare i sistemi sanitari prima che le temperature raggiungano i picchi massimi. Insieme, possiamo salvare vite umane», ha spiegato l'ato funzionario ONU.
«Quasi 10 mila decessi in eccesso, e l'estate non è ancora finita. Non si tratta - ha spiegato Kluge - di un disastro naturale; è un fenomeno che si ripete ogni anno perché troppi governi continuano a considerare il caldo come un semplice evento meteorologico anziché come un'emergenza sanitaria».
L'Oms Europa, ricorda, «ha sviluppato una serie di strumenti e raccomandazioni di sanità pubblica per aiutare i paesi a prepararsi e a rispondere alle ondate di caldo estremo». Tuttavia, ha avvertito Kluge, «l'aumento delle temperature in Europa non può essere affrontato dalla sola azione europea.
Nel luglio 2024, il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha esortato tutti i Paesi a elaborare piani d'azione per la salute legati al caldo e a promuovere una cooperazione internazionale urgente sul tema delle ondate di calore estreme, coinvolgendo dieci organismi dell'Onu, tra cui l'Oms».




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