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Ammanco di 200mila franchi, «dov'è la trasparenza del Consiglio di Stato?»

Lo chiede il Gruppo UDC in Gran Consiglio con un'interpellanza
Ammanco di 200mila franchi, «dov'è la trasparenza del Consiglio di Stato?»
Depositphotos (NewAfrica)
Fonte Gruppo UDC
Ammanco di 200mila franchi, «dov'è la trasparenza del Consiglio di Stato?»
Lo chiede il Gruppo UDC in Gran Consiglio con un'interpellanza

BELLINZONA - Un caso di sottrazione di denaro pubblico nelle mense scolastiche ticinesi riaccende il dibattito sulla trasparenza e sui controlli nella gestione delle risorse pubbliche. Una dipendente dell'Ufficio refezione del Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport (DECS) avrebbe sottratto circa 200'000 franchi nell’arco di diversi anni, secondo quanto emerso da recenti inchieste giornalistiche.

I fatti sarebbero stati scoperti nel 2024, con il Consiglio di Stato informato alla fine dello stesso anno. La dipendente è stata licenziata in tronco e il procedimento penale si è concluso con una sentenza il 16 giugno 2025. Nonostante ciò, la vicenda è diventata di dominio pubblico solo nel settembre 2026, sollevando interrogativi sulla gestione dell’informazione da parte delle autorità.

Il gruppo UDC in Gran Consiglio, tramite un’interpellanza che vede Andrea Giudici e Tiziano Galeazzi quali primi firmatari, chiede spiegazioni al Consiglio di Stato. «Quando si tratta di denaro pubblico, trasparenza, controlli e responsabilità non possono essere aspetti secondari. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono gestite le risorse pubbliche e quali meccanismi vengono messi in atto per prevenire e individuare tempestivamente eventuali irregolarità», si legge nel testo.

L’interpellanza pone una serie di domande precise, a cominciare dal motivo per cui il Consiglio di Stato non ha informato Parlamento e opinione pubblica, nemmeno dopo la conclusione del procedimento penale nel giugno 2025 - e se questa decisione sia compatibile con i principi di trasparenza e responsabilità. Non solo: i firmatari chiedono lumi sui controlli in vigore e quali sono le misure adottate per prevenire il ripetersi di questi fenomeni non solo nelle mense scolastiche, ma anche in seno all'intera Amministrazione cantonale.

Il gruppo UDC chiede risposte puntuali e l’adozione di provvedimenti concreti, per rafforzare la fiducia dei cittadini nella gestione delle finanze pubbliche e prevenire nuovi casi di irregolarità.

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