Nel negozio di telefonia con il coltello: il terrorismo non c'entra

Non sono emersi elementi di natura terroristica o jihadista a carico della 37enne, ha comunicato oggi il Ministero pubblico della Confederazione
BELLINZONA - Non sono emersi elementi di natura terroristica in relazione all'attacco con coltello compiuto da una donna a Bellinzona lo scorso gennaio. La cittadina svizzero-turca si trova attualmente in trattamento psichiatrico ambulatoriale.
Lo ha comunicato martedì il Ministero pubblico della Confederazione (BA) su richiesta dell'agenzia di stampa Keystone-ATS, che ha così confermato una notizia dei giornali di CH Media, secondo cui non si tratterebbe quindi di un atto con movente terroristico o jihadista.
La terapia della donna di 37 anni viene svolta in una struttura abitativa terapeutico-riabilitativa, ha spiegato inoltre una portavoce del BA. Poiché il procedimento penale è ancora pendente, al momento non sono possibili ulteriori informazioni.
La donna, alla fine di gennaio, era entrata in un negozio di telefonia mobile a Bellinzona e aveva minacciato i dipendenti con un coltello. Secondo diversi resoconti dei media ticinesi, la donna avrebbe più volte gridato «Allahu Akbar» («Dio è grande»).
Secondo il referto medico, la donna non era in grado né di essere interrogata né di comparire davanti al giudice, come aveva dichiarato il BA in gennaio. La donna era stata ricoverata coattivamente in una struttura psichiatrica.



