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BELLINZONA
06.05.2021 - 06:020
Aggiornamento : 10:39

Migliaia di api uccise: «Cattiveria e stupidità non hanno limiti»

Il fatto è accaduto sui Monti di Marno, sopra a Carasso. L'apicoltore: «Sporgerò denuncia, ma non mollo e vado avanti».

«Gli atti deliberati sono rari, ma purtroppo capitano», spiega il presidente della FTA Davide Conconi. Senza un'analisi non si può però escludere che si siano intossicate lontano dall'arnia.

BELLINZONA - «La cattiveria umana non ha limite». È questo l’amaro commento di un apicoltore vittima in questi giorni di un’azione barbara sui Monti di Marno, sopra a Carasso. Qualcuno avrebbe infatti ammazzato con un insetticida tutte le api contenute in una delle sue arnie. «Con tutta la moria di api che già abbiamo, c’è ancora gente che non ha nulla di meglio da fare che ucciderle. È un atto che ci fa capire come siamo ancora indietro e stupidi nei confronti del regno animale, in particolare degli insetti».

Per l’allevatore la certezza dell’avvelenamento - e non ad esempio di una conseguenza dovuta a un cattivo nutrimento - è data dalla ligula (la piccola “proboscide” che l’ape usa per raccogliere il nettare) che sporge dalla bocca e dalla loro caratteristica postura. Fortunatamente, su quattro casse, solo una è stata colpita. Ma si parla comunque di migliaia e migliaia di api.

Denuncia e videocamere - L’uomo è intenzionato a presentare una denuncia per quanto capitatogli. Non ha però sospetti su chi possa essere l’autore del gesto: «Sono una persona tranquilla e che non ha mai fatto male a nessuno. Magari è stato qualcuno a cui danno fastidio le api. In ogni caso ora metterò delle videocamere per sorvegliare la zona», assicura. Nonostante la tegola, il nostro interlocutore è infatti deciso a non mollare: «Al contrario, è un incentivo per continuare e anzi aumentare il numero di api, che sono importantissime per salvaguardare il nostro pianeta». Oltre naturalmente a produrre un delizioso miele, in questo caso di castagno.

Il problema sono le persone, non le api - Ma quello occorso all’apicoltore bellinzonese è un caso isolato o in Ticino atti del genere capitano di frequente? «In Ticino i casi di vandalismo sono fortunatamente piuttosto rari, ma purtroppo capitano come capitano per le auto o altro», commenta Davide Conconi, presidente della Federazione ticinese degli apicoltori (FTA). E nella grande maggioranza - aggiunge - il problema è fra la persone più che causato direttamente dalle api.

Occorre analizzarne un campione - Sul caso in questione Conconi non dispone comunque di tutte le informazioni necessarie per evitare di giungere a conclusioni affrettate. «Per essere davvero sicuri andrebbe fatta un'analisi. In questo senso ci si può rivolgere il servizio di consulenza gratuito apiservice, in modo da capire il principio attivo che ha causato la moria di api», spiega l'esperto. È infatti possibile che l'avvelenamento sia stato causato lontano dall'arnia: «Può essere che quella colonia si stesse approvvigionando in un settore dove le altre non sono andate». Se al contrario dall'analisi dovesse risultare che si tratta di una sostanza che classicamente si trova all'interno di un insetticida spray, sarebbe una prova dell'intervento umano.

Atto deliberato o meno, Conconi raccomanda di denunciare sempre l'accaduto. Sia alla polizia, sia alla FTA: «Se anche l'avvelenamento fosse avvenuto "da remoto", direttamente nei campi, è utile avere più informazioni possibili, visto che si tratta di un problema troppo spesso sottostimato».

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