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Portare l'aula, in carcere: il progetto ticinese «unico in Svizzera» festeggia 20 anni

Venti candeline sulla torta di Scuola InOltre, co-realizzato da DECS e DI, e che ha avvicinato alla formazione migliaia di detenute e detenuti.
Portare l'aula, in carcere: il progetto ticinese «unico in Svizzera» festeggia 20 anni
Ti-Press (Benedetto Galli)
Fonte DECS, DI
Portare l'aula, in carcere: il progetto ticinese «unico in Svizzera» festeggia 20 anni
Venti candeline sulla torta di Scuola InOltre, co-realizzato da DECS e DI, e che ha avvicinato alla formazione migliaia di detenute e detenuti.

LUGANO - Il progetto Scuola InOltre, dopo vent'anni di corsi di formazione per detenute e detenuti, ha celebrato questo lunedì al Centro professionale tecnico (CPT) di Lugano-Trevano un traguardo importante, distinguendo il cantone Ticino in tutta la Svizzera.

Sostenuto da DECS e da DI, il progetto - varato proprio nel 2006 - «offre percorsi educativi e formativi alle persone detenute, promuovendo l’acquisizione di competenze, la crescita culturale e il reinserimento nella società», riporta via nota il Cantone.

A tenere i corsi, negli spazi del carcere, sono docenti attivi presso il CPT di Lugano-Trevano e altre sedi.

L’offerta formativa si rivolge a donne e uomini, anche minorenni. Comprende insegnamenti di cultura generale, conoscenze professionali, lingue, informatica ed educazione fisica. Sono inoltre proposte attività pratiche e creative, tra cui mediazione artistica e atelier di giornalismo, cura del verde, cura della casa, cucina e cucito.

In questi vent'anni le proposte formative di Scuola InOltre hanno permesso ad «alcune migliaia di persone» di attingere a «nuove opportunità personali e professionali».

Solo nello scorso anno, ricordano DECS e DI, «sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai corsi 2025/2026 a una trentina di detenute e a quasi 230 detenuti».

«È indispensabile che il diritto all’istruzione sia garantito a tutte e a tutti, indipendentemente dall’età, dalla provenienza, dalla condizione sociale e anche dal luogo in cui ci si trova. La scuola pubblica parte proprio da questo principio: offrire a ogni persona gli strumenti per imparare e, allo stesso tempo, costruire il proprio percorso», chiosa la direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti.

«L’esecuzione della pena è una responsabilità dello Stato che va oltre la custodia e la sicurezza», ha aggiunto il direttore del DI Norman Gobbi, «significa anche creare le condizioni affinché chi ha commesso un reato possa reinserirsi nella società. Con la Scuola InOltre, il Ticino ha sviluppato un modello unico in Svizzera, portando la scuola pubblica all’interno del carcere. Una scelta concreta e lungimirante, perché investire nella formazione e nel reinserimento significa anche prevenire la recidiva e rafforzare la sicurezza del nostro territorio e della collettività».

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