Il Ticino visto dalle sue 16 valli: 130 progetti per immaginare il futuro del territorio

Una mostra raccoglie idee innovative di studenti per connettere paesaggi, insediamenti e identità locali nel Cantone.
BELLINZONA - Sedici valli ticinesi, 130 proposte architettoniche e urbanistiche e un obiettivo comune: immaginare nuove relazioni tra le diverse realtà del Cantone, dalle vette delle montagne fino alle rive dei laghi. È questo il filo conduttore di «Ticino. Sguardi laterali», la mostra dei progetti di Diploma 2026 dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana (USI), che sarà inaugurata giovedì 22 ottobre alle 18.30 a Monte Carasso, negli spazi di SpazioReale.
L'esposizione, visitabile dal 23 ottobre al 15 novembre, presenta il lavoro delle studentesse e degli studenti dell'Accademia di Mendrisio, chiamati a confrontarsi con le caratteristiche e le potenzialità di sedici valli del territorio cantonale. Un'indagine che punta a superare una lettura frammentata del Ticino, mettendo in evidenza le connessioni possibili tra insediamenti, infrastrutture, paesaggio e identità locali.
Sedici atelier, sedici valli
Diretto dal professor Martino Pedrozzi, il Diploma 2026 ha coinvolto sedici atelier di progettazione, ciascuno guidato da un professore dell'Accademia e libero di sviluppare la propria ricerca didattica attraverso un approccio metodologico autonomo.
Il risultato è una raccolta di 130 proposte dedicate ad altrettante possibilità di interpretare e trasformare il territorio. Ogni atelier ha concentrato la propria attenzione su una valle, studiandola nella sua interezza e approfondendone le caratteristiche architettoniche, urbanistiche e territoriali.
La scelta delle sedici valli non è stata casuale. I territori selezionati rispondono a criteri precisi: sono urbanizzati e abitati, si sviluppano lungo un fondovalle principale servito da una stazione ferroviaria e presentano potenziali collegamenti con quest'ultimo. Condizioni che permettono di immaginare forme concrete e realistiche di estensione e integrazione territoriale.
L'attenzione si concentra quindi non soltanto sui singoli insediamenti, ma anche sulle relazioni che possono svilupparsi tra le valli e i principali sistemi infrastrutturali e abitativi del Cantone.
Un territorio da leggere nel suo insieme
Attraverso il progetto architettonico e urbanistico, gli atelier hanno esplorato realtà profondamente differenti dal punto di vista economico, sociale, culturale e climatico.
Ne emerge un'immagine del Ticino come territorio articolato, nel quale le specificità locali possono essere considerate all'interno di una visione più ampia. Dalle zone montane ai fondovalle, fino alle rive dei laghi, i progetti cercano di individuare nuove possibilità di connessione e di sviluppo.
Le 130 proposte affrontano così questioni legate al paesaggio abitato, alle infrastrutture, alle dinamiche insediative e alle identità locali. Più che offrire una soluzione unica, la mostra raccoglie interpretazioni differenti, nate da percorsi di ricerca autonomi ma accomunate dall'attenzione per il futuro del territorio ticinese.
L'esposizione intende inoltre creare un'occasione di confronto tra ricerca accademica, cultura architettonica e pubblico, permettendo ai visitatori di conoscere il lavoro svolto nell'ambito del Diploma e di interrogarsi sulle possibili trasformazioni del Cantone.
L'inaugurazione e la conferenza «Urbanità discosta»
L'inaugurazione è in programma giovedì 22 ottobre 2026, alle 18.30, nel Salone dell'Antico Convento delle Agostiniane di Monte Carasso.
La serata sarà aperta dagli interventi di Mario Branda, sindaco di Bellinzona, Riccardo Blumer, direttore dell'Accademia di architettura dell'USI, e Martino Pedrozzi, direttore del Diploma 2026.
Seguirà la conferenza «Urbanità discosta», tenuta da Nicola Navone, direttore dell'Archivio del Moderno dell'Università della Svizzera italiana. L'intervento accompagnerà la riflessione sul rapporto tra insediamenti, territorio e forme dell'urbanità, approfondendo alcuni dei temi al centro dell'esposizione.
La mostra è promossa dall'Accademia di architettura dell'USI e ospitata da SpazioReale.
Orari e informazioni pratiche
«Ticino. Sguardi laterali» sarà aperta al pubblico dal 23 ottobre al 15 novembre 2026, con ingresso gratuito.
Gli orari di visita sono i seguenti: venerdì dalle 14 alle 19, sabato dalle 10 alle 18 e domenica dalle 10 alle 13. Per i gruppi sono possibili aperture straordinarie su appuntamento.
Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a spazioreale@bellinzona.ch oppure consultare il sito www.spazioreale.ch.
Ulteriori informazioni sono disponibili anche sul sito dell'Accademia di architettura (www.arc.usi.ch) e sui canali social @spazioreale_bellinzona e @usi_accademia.



