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MENDRISIO

Ecco come sarà la Festa della Musica di Mendrisio

Dietro l'angolo la tredicesima edizione con due giorni tra jazz rap, italo disco, rock, reggae, elettronica e nuove voci.
Festa della musica di Mendrisio
Fonte Festa della musica di Mendrisio
Ecco come sarà la Festa della Musica di Mendrisio
Dietro l'angolo la tredicesima edizione con due giorni tra jazz rap, italo disco, rock, reggae, elettronica e nuove voci.

MENDRISIO - La Festa della Musica di Mendrisio torna per la sua tredicesima edizione con due serate che saranno un eclettico viaggio di scoperta dentro la musica indipendente e alternativa. Il 26 e il 27 giugno calcheranno i palchi della manifestazione band affermate, nuove scoperte, progetti locali e traiettorie internazionali.

Davide Shorty e Valentino Vivace gli ospiti principali di questa edizione
Davide Shorty arriva a Mendrisio con il Jazz Rap Revolution Tour 2026, un progetto che mette al centro il legame profondo tra hip hop, jazz, funk e soul. Rapper, cantautore e producer siciliano, Davide Shorty ha attraversato negli anni palchi, linguaggi e collaborazioni costruendo un’identità riconoscibile. Dopo le esperienze a X Factor e Sanremo, porta in live l’energia di Nuova Forma: un concerto in cui le barre incontrano armonie raffinate, melodie emotive e una band pronta a trasformare il palco in una macchina di groove.

Valentino Vivace mescola, invece, italo disco, french touch e indie pop in un suono sospeso tra retrofuturo, synth brillanti, ritornelli immediati, in equilibrio tra euforia e malinconia. Nato in Ticino e oggi con base a Zurigo, Valentino Vivace è una delle voci più distintive della nuova scena pop nazionale. A Mendrisio porta il suo nuovo lavoro, Oscillare.

Ci sarà di che ballare
Il resto del programma si apre come una costellazione di direzioni diverse. C’è il corpo che balla, vibra, segue il ritmo del basso. Kashmere porta un funk caldo e contagioso, nato tra vinili, passione e desiderio di festa. I CousCous a colazione mescolano pop, world music, elettronica, hip hop e R&B in una formula fluida che chiamano polypop. Gli ZonaSun partono dal reggae roots per attraversare dub, hip hop ed elettronica, con un suono profondo e consapevole. Battimenti spostano il baricentro verso il rito: percussioni dal vivo, sintesi elettronica e pulsazioni ipnotiche costruiscono un live set immersivo. In questa traiettoria si inseriscono anche i The Day Tonight con il loro progetto di musica elettronica strumentale.

Spazio alle voci femminili
Un altro asse forte lungo cui si sviluppa il programma 2026 è quello delle voci femminili. Alice Ballinari si muove tra indie elettronico, IDM e suggestioni avant-pop, con una sensibilità nutrita da classica, jazz e pop. FENICE porta una scrittura intensa e diretta, già capace di farsi notare tra Svizzera e Italia e di arrivare fino al Montreux Jazz Festival. Zanira lavora invece su una dimensione più intima e sperimentale, dove la voce diventa materia viva, nata dall’improvvisazione e dal cantautorato contemporaneo. In questa geografia trova spazio anche Matilde, progetto della cantautrice ticinese Matilde Casalini, fatto di melodie che restano in testa, testi sinceri e beat incalzanti, tra immediatezza pop e personalità.

La rappresentanza più rockettara
Non manca la componente più elettrica e ruvida. I Pangasius propongono un rock neopsichedelico caldo e groovy; Makka Pinkelton & The Great Sumo Slam trasformano l’anti-folk in una creatura garage e psichedelica; i Golden Vultures, supergruppo rock/blues/soul della Svizzera italiana, fondono musica americana, paesaggi alpini e immaginario western. Con i Von Zippen si torna all’energia stradaiola dello sleaze rock e del glam metal, tra riff blues, ritornelli cantabili e attitudine anni Ottanta.

Gli Eudemonia spingono invece verso territori progressive metal, dove tecnica, intensità e complessità diventano racconto emotivo.

Tra le scritture in italiano si inseriscono anche i León, che portano al programma una vena indie pop-rock urbana e sognante, sospesa tra cantautorato, immagini quotidiane e aperture più visionarie.

Accanto alle forme più riconoscibili, c’è spazio anche per progetti difficili da incasellare. È il caso di HAARA, band che lavora su una ricerca sonora collettiva tra strumenti elettrici, timbri non convenzionali e dimensione performativa.

Un valore che non cambia nel tempo
Come ogni anno il programma dà spazio a realtà internazionali e nazionali, e soprattutto offre uno spazio privilegiato alla scena locale. Si tratta di uno dei valori fondanti della Festa della Musica di Mendrisio: un modo per mostrare quanto la scena ticinese e della Svizzera italiana sia capace di muoversi tra generi, linguaggi artistici, immaginari sonori e ambizioni diverse.

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