Il mondo della fotografia ticinese piange Guido Santinelli

Il fotoreporter chiassese si è spento il 30 maggio scorso. Il ricordo del Centro Culturale di Chiasso.
Il fotoreporter chiassese si è spento il 30 maggio scorso. Il ricordo del Centro Culturale di Chiasso.
CHIASSO - Un sentito omaggio al fotografo Guido Santinelli, spentosi il 30 maggio scorso, quello diffuso via nota dal Centro Culturale di Chiasso.
«Guido Santinelli, dinamico fotoreporter di Chiasso e dell’intero Mendrisiotto, ha testimoniato durante la sua attività professionale con immagini di grande suggestione in bianco e nero, accadimenti e cambiamenti di un mondo in trasformazione, come quello di frontiera. Dagli anni Sessanta Santinelli ha osservato, catturato e documentato con “l’occhio curioso e acuto”, come scrivono nel catalogo i curatori, “una città-regione che evolve, (…) un Mendrisiotto che muta di ruolo e di significato urbano e territoriale”. Dalla forte presenza dei binari della ferrovia internazionale con il suo movimento di passeggeri, all’aspetto architettonico di una città che cambia nel corso degli anni, dai commerci che attirano acquirenti transfrontalieri ai personaggi celebri che hanno frequentato la cittadina di confine, dagli eventi culturali al Carnevale Nebiopoli, Santinelli è sempre presente con il suo obiettivo e sa cogliere con grande acume gli aspetti di una società in rapida evoluzione».
Santinelli è anche stato membro del Foto Cine Club Chiasso e responsabile del settore dello sviluppo e della stampa. Ha ricevuto premi ed encomi internazionali.
Guido Santinelli inizia la sua prima formazione scolastica e professionale in disegno meccanico nella Bergamo degli anni ’50. A sedici anni riceve in regalo da uno zio la sua prima macchina fotografica e inizia a sviluppare la passione che lo accompagnerà tutta la vita.
Nel 1966 trova lavoro presso la ditta Argor SA, che all’epoca aveva sede a Chiasso, e nel contempo coltiva la passione per la fotografia ottenendo licenze e libere uscite per poter eseguire privatamente dei reportage. In particolar modo Guido Santinelli si perfeziona nell’attività di fotoreporter per i giornali quotidiani della regione, sezione del Mendrisiotto.
In qualità di freelance riesce a mantenere il lavoro stabile e a collaborare con la redazione del Giornale del Popolo, Vita Nuova, quindi con quella della Gazzetta Ticinese, sporadicamente con il Corriere del Ticino e infine con Il Dovere e la Regione.
Santinelli stesso attestava in un’intervista pubblicata nel catalogo della mostra: «credo in particolare che un fotoreporter debba cercare di porsi sempre in dialogo con il soggetto, nei termini dell’insegnamento della ricerca in ambito fotografico, ma anche del saper guardare e scattare con gli occhi curiosi e incantati di un bambino».
Il Centro Culturale Chiasso «rivolge un pensiero di affetto e riconoscenza a questo artista, la cui umanità e cifra personale nel saper immortalare con l’occhio dell’immediatezza del fotografo, rimarrà come tratto inconfondibile e porge le più sentite condoglianze alla moglie Giuliana Monfasani e ai figli Enrico, Stefano e Lietta.».







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