Carenza di case primarie: ecco come si contrasta a Davos

Il Municipio di Davos propone nuove regole per destinare almeno metà delle superfici residenziali a prime abitazioni durante interventi edilizi.
Il Municipio di Davos propone nuove regole per destinare almeno metà delle superfici residenziali a prime abitazioni durante interventi edilizi.
DAVOS - Per la popolazione di Davos (GR) diventa sempre più difficile trovare abitazioni a prezzi accessibili. A seguito dell'inoltro di un'iniziativa, il Municipio ha elaborato la Legge comunale sulle case secondarie. Questa prevede, che in caso di modifiche sostanziali a edifici residenziali, metà di essi rimangano abitazioni primarie.
L'autunno scorso un'iniziativa per residenze primarie, munita di 835 firme, è stata consegnata al Comune di Davos. La richiesta - promossa dai rappresentanti degli inquilini dei Grigioni, le sezioni locali dei Verdi liberali, PS e Partito evangelico - è la seguente: in caso di interventi edilizi come ristrutturazioni, suddivisioni o ricostruzioni, almeno la metà delle abitazioni create deve avere uno scopo primario. In questo modo gli iniziativisti vogliono colmare una lacuna della Legge federale sulle abitazioni secondarie in vigore dal 2016.
Le case realizzate in virtù del diritto anteriore - ovvero costruite prima dell'11 marzo 2012, data dell'approvazione dell'iniziativa sulle abitazioni secondarie - possono essere trasformare in case di vacanza. E questo malgrado la legge fissa un tetto massimo del 20% di abitazioni secondarie in ogni Comune. Secondo i dati dell'Ufficio cantonale dell'economia e il turismo, questa quota a Davos raggiunge oggi quasi il 60%. Fino al 2035 potrebbero venire a mancare circa 1'520 nuove prime abitazioni. «Trovare un appartamento con un affitto accettabile a Davos è diventato quasi impossibile», scrivono gli iniziativisti sul loro sito.
Clausola per salvaguardare edifici residenziali
Il comitato dell'iniziativa assieme ai partiti locali hanno elaborato un compromesso, che è stato in seguito rivisto dal Municipio di Davos.
La soluzione prevede di introdurre una nuova clausola per salvaguardare gli edifici residenziali di grandi dimensioni, ovvero con almeno quattro appartamenti. In caso di modifiche sostanziali all'immobile, metà della superficie dovrà rimanere come abitazione primaria. Tramite un contributo sostitutivo è possibile ridurre la superficie per le prime case dal 50% al 25%. L'importo del contributo ammonta a 4'500 franchi al metro quadrato. I fondi generati da questa tassa saranno destinati alla promozione di abitazioni primarie.
Esclusi dalla clausola sono rinnovi di modesta identità, risanamenti energetici, edifici di piccole dimensioni e case unifamiliari.
Opinioni divise su proposta del Municipio
Dopo la fase di consultazione al Comune di Davos sono giunte reazioni, che hanno evidenziato due posizioni distinte. Per taluni, soprattutto privati, la normativa sarebbe troppo debole. I rappresentanti del settore mobiliare si sono invece opposti alla revisione di legge.
Secondo il Comune il compromesso elaborato tiene conto di questi due fronti. Come prossimo passo toccherà al legislativo di Davos discutere la proposta e poi la parola passerà alla popolazione. Se gli elettori dovessero accettare la revisione di legge, il comitato dell'iniziativa si è dichiarato disposto a ritirare le sue richieste.




