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ISRAELE / FRANCIA

I "Lupi solitari" non sono invincibili

Auto contro folla, in Israele è allerta continua. Ma I modi per combattere questi attacchi esistono
I "Lupi solitari" non sono invincibili
I "Lupi solitari" non sono invincibili
Auto contro folla, in Israele è allerta continua. Ma I modi per combattere questi attacchi esistono
TEL AVIV - I 'Lupi solitari' non sono invincibili. Anche se lanciano attacchi improvvisi, a volte si può tentare di anticiparli. E anche quando riescono a sfruttare la sorpresa, l'entità dei loro danni può essere limitata. Quest...

TEL AVIV - I 'Lupi solitari' non sono invincibili. Anche se lanciano attacchi improvvisi, a volte si può tentare di anticiparli. E anche quando riescono a sfruttare la sorpresa, l'entità dei loro danni può essere limitata.

Queste alcune delle lezioni apprese in Israele dove la 'car intifada' si è manifestata già diversi anni fa, assumendo a volte le sembianze di una ruspa all'attacco di passanti e veicoli nel centro di Gerusalemme o - negli ultimi mesi - di un automezzo qualsiasi lanciato a grande velocità all'improvviso contro passanti in attesa in una fermata di autobus o del tram. Attacchi celebrati di volta in volta in reti sociali palestinesi dove è rimasto famoso il fotomontaggio del pedale di un acceleratore trasformato nel caricatore di un Kalashnikov. Come a dire: fate del vostro automezzo uno strumento di morte.

Nell'ultimo anno Israele ha vissuto un'allerta permanente: in particolare in Cisgiordania e a Gerusalemme est, meno percepibile altrove. La consapevolezza che eventi di massa rappresentino un obiettivo potenziale per i terroristi è diffusa. Ad esempio nei festeggiamenti per la Giornata dell'Indipendenza in cui - come ieri a Nizza - gli occhi sono puntati in cielo per seguire i fuochi di artificio. Anche nelle località minori, in Israele la polizia transenna la zona intera e filtra il pubblico. Il traffico sulle vie di accesso viene bloccato, anche con automezzi posti di traverso. E gli agenti hanno armi capaci di neutralizzare attentatori.

Spesso è poi accaduto che prima ancora dell'intervento della polizia siano stati civili armati a buttarsi sull'attentatore. Molti hanno svolto un servizio militare in cui hanno appreso non solo a maneggiare le armi, ma anche ad avventarsi contro la minaccia incombente. Soldati in licenza e guardie civili, sempre molto vigili, sono talvolta riusciti a fermare sul nascere attentati che avrebbero potuto avere ripercussioni più gravi.

Grazie alla tecnologia, si può inoltre tentare di entrare nella testa del 'Lupo solitario' prima che entri in azione. In un'analisi dei loro attentati condotta in Israele Gaby Siboni, un esperto del Centro di studi strategici Inss di Tel Aviv, scrive che innanzi tutto occorre mettere a punto un profilo dell'attentatore potenziale e dei gruppi radicali a cui egli fa riferimento, anche attraverso le reti sociali. A posteriori si è notato che prima di passare all'azione i Lupi solitari compiono in rapida successione una serie di azioni: completano ultimi preparativi, salutano compagni o parenti.

Grazie ad una tecnologia capace di analizzare in tempo reale un volume enorme di informazioni ('Big Data', messa a punto in origine per analizzare in tempo reale attività illegali nel sistema bancario) è possibile segnalare mutamenti di comportamento fra gli individui catalogati in precedenza come potenzialmente a rischio. A quel punto - scrive Siboni - le forze di pronto intervento avranno possibilmente alcune ore per cercare di sventare l'attacco.

Ma qui si entra nel 'mondo di Snowden', di un Grande Fratello impegnato a spiare il flusso dei messaggi in rete. Questo genere di intervento tecnologico, nota Siboni, va necessariamente a scapito della libertà del singolo, dei principi giuridici ed etici che permeano il mondo occidentale, e la cultura europea in particolare. L'efficacia di pratiche del genere dipende inoltre dalla capacità di ciascun Stato sovrano di cooperare con gli altri. Per combattere i Lupi solitari i Paesi occidentali dovranno dunque porsi domande profonde e dolorose sulla natura che la loro società dovrebbe avere in un periodo di terrorismo globale.

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