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LUGANO

Opporsi, per affermarsi

"Pauline Black: A 2 Tone Story" chiude l'edizione 2026 del Film Festival Diritti Umani Lugano
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IMAGO / Capital Pictures
Opporsi, per affermarsi
"Pauline Black: A 2 Tone Story" chiude l'edizione 2026 del Film Festival Diritti Umani Lugano

LUGANO - È il film che chiude l'edizione 2026 del Film Festival Diritti Umani Lugano. S'intitola "Pauline Black: A 2 Tone Story" ed è stato realizzato nel 2024 dalla regista britannica Jane Mingay.

La protagonista è lei, Pauline Black, «l’incarnazione vivente di un movimento musicale», come giustamente spiegano gli organizzatori della rassegna luganese. È la scena ska britannica di fine anni '70, epoca fertile di musica e idee, che ruotava attorno ad alcune band (su tutte Madness e The Specials) e a un'etichetta discografica, la 2 Tone Records fondata a Coventry da Jerry Dammers, pilastro fondante proprio dei The Specials.

2-tone è anche un genere musicale, che univa sound jamaicani come reggae e ska alla new wave e al punk, che dominavano la scena del Regno Unito in quegli anni. È in questo contesto che emerse la figura di Black, all'anagrafe Belinda Magnus. La sua band, The Selecter, è stata attiva per un pugno d'anni ma ha lasciato il segno nei cuori dei fan e non solo.

Il film di Mingay alterna filmati d'epoca con Black che guarda indietro alla sua vita, non solo quella artistica, e torna sui luoghi significativi di questi 70 anni. "Pauline Black: A 2 Tone Story" restituisce la vitalità di quella scena musicale e la profonda valenza sociale di un movimento che aveva saputo andare oltre l'ambito delle sette note. Ricordiamo che quella fu un'epoca di profonde tensioni sociali, che contraddistinsero la Gran Bretagna thatcheriana e che trasformarono l'etica antirazzista e antisessista di Black e di The Selecter in uno strumento di lotta.

Quella di Black è anche una storia di riscatto che parte dall'affermazione del proprio nome, uno strumento di riscatto dopo l'adozione da parte di una famiglia borghese bianca (e unica persona di colore in un'intera comunità). È una storia anche di opposizioni: al militarismo, al sessismo, alle privatizzazioni e agli esperimenti portati avanti nel contesto del Neo-liberismo.

Un film - nato tra l'altro da un libro, "Black by Design", della stessa Pauline Black - che racconta un decennio e una fetta della musica che è venuta dopo il 2-tone, con l'incontro con figure di rilievo della scena britannica come Arthur “Gaps” Hendrickson, Don Letts, Skin, Damon Albarn, Rhoda Dakar, Lynval Golding (The Specials), Mykaell Riley (Steel Pulse).

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