I conti delle scuole non tornano

Spese raddoppiate in 23 anni, ma le competenze sono in calo. Ecco dove si potrebbe migliorare.
BASILEA - La scuola svizzera costa sempre di più, ma i risultati degli allievi non migliorano di pari passo. È il tema affrontato dalla Basler Zeitung, che analizza, attraverso le considerazioni di Thomas Minder, presidente di Visenti, l’associazione mantello dei dirigenti scolastici, le principali voci di spesa dell’istruzione obbligatoria e i possibili margini di risparmio.
Dal 2000, la spesa complessiva per l’istruzione è più che raddoppiata. Nel 2023 ha raggiunto circa 45 miliardi di franchi, pari al 18% della spesa pubblica. Eppure, le competenze di base dei giovani sono peggiorate, come mostrano anche i test Pisa. «È naturale pensare che, se abbiamo il sistema più costoso, dobbiamo anche essere i migliori. Ma è estremamente difficile confrontare queste due cose», osserva Minder, ricordando le differenze tra i Cantoni.
Personale e infrastrutture
La voce più importante è quella del personale. Non si tratta soltanto degli stipendi degli insegnanti, ma anche di quelli degli amministrativi, dei manutentori e delle altre figure impiegate nelle scuole. La carenza di personale qualificato ha inoltre alimentato la concorrenza tra Cantoni, spingendo le retribuzioni verso l’alto. «Questo, però, non si traduce in una maggiore offerta formativa o in un miglior rapporto numerico tra personale educativo e allievi», critica Minder.
Ridurre il numero di dipendenti non è tuttavia una soluzione semplice: oggi le classi richiedono più sostegno e le esigenze dei bambini sono più diversificate. Inoltre, secondo Minder, classi più numerose comportano maggiori livelli di rumore, stress e lavoro per gli insegnanti.
Circa il 20% del bilancio è destinato alle infrastrutture. Dopo anni di crescita, però, il numero di allievi della scuola elementare potrebbe diminuire dell’8% a partire dal 2029, secondo le proiezioni federali. I Comuni devono quindi valutare se costruire nuovi edifici o ricorrere a strutture provvisorie, senza sapere con certezza quale sarà il fabbisogno futuro.
Amministrazione e inclusione
La digitalizzazione pesa relativamente poco, circa il 2% del bilancio secondo le stime di Minder. Più consistente, attorno al 10%, è invece l’incidenza dell’amministrazione, tra segreterie, direzioni scolastiche e servizi di manutenzione.
Difficile quantificare, invece, i costi della scuola inclusiva, spesso indicata come uno dei fattori che fanno aumentare la spesa. Nel Canton Turgovia, negli ultimi dieci anni la quota di bambini con necessità di un’istruzione speciale è passata dal 2,7 al 3,6%. Per Minder, però, è prematuro dichiarare fallito il modello inclusivo: «Non abbiamo ancora sperimentato davvero l’inclusione e già si sostiene che sia fallita».
Investire prima, risparmiare insieme
Il maggiore potenziale d’investimento si trova, secondo il dirigente scolastico, nella promozione precoce dello sviluppo infantile. «Dobbiamo intervenire sui bambini di tre o quattro anni. È a quell’età che si gettano le basi per il futuro successo scolastico». L’obiettivo è garantire a tutti, prima dell’inizio della scuola, le competenze linguistiche e sociali necessarie per affrontare il percorso formativo.
Sul fronte dei risparmi, Minder indica invece una maggiore collaborazione tra Cantoni: alcuni compiti potrebbero essere gestiti congiuntamente a livello regionale. «Non è necessario che ogni Cantone faccia tutto da sé. In questo ambito ci sono sicuramente ancora soldi che si potrebbero risparmiare».



