Il "Codice nero" non esiste più

Il Parlamento francese ha definitivamente abrogato il pacchetto di leggi che hanno regolamentato la schiavitù nelle colonie
PARIGI - Con un ultimo voto simbolico al Senato, il Parlamento francese ha abrogato in via definitiva il cosiddetto "Code noir" (Codice nero) nonché l'insieme delle leggi che hanno regolamentato la schiavitù nelle colonie francesi, mai formalmente abolite dopo il 1848.
L'abrogazione è stata approvata dal voto unanime dei Senatori riuniti al Palais du Luxembourg. Il "Code noir" rappresenta una sessantina di articoli e venne promulgato nel 1685 da re Luigi XIV. Regolava i diritti dei proprietari di schiavi e si applicava in diversi territori che all'epoca erano colonie francesi.
Anche se la Francia fu uno dei primi Paesi europei a vietare la schiavitù, nel 1848, il Codice nero non venne mai abolito. Per quasi due secoli in Francia è rimasta così silenziosamente in vigore la legge coloniale che classificava gli esseri umani come "beni mobili". Tra le altre cose, il decreto prescriveva diverse punizioni per coloro che avessero tentato la fuga, come la mutilazione delle orecchie, la marchiatura a fuoco o la pena di morte.
Gli effetti della storia schiavista e coloniale della Francia si trascinano ancora oggi attraverso le persistenti disparità tra la Francia continentale e i territori d'Oltremare, come anche i casi di discriminazioni subite dai neri.
Il 28 maggio l'Assemblea Nazionale aveva approvato all'unanimità l'abolizione del Codice nero. L'abrogazione è così definitiva.




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