Asilo, sicurezza e costi: «Quanto ricade sui Comuni di frontiera?»

Un’interpellanza riporta al centro il tema dei costi e della collaborazione tra enti locali e autorità federali.
BALERNA - Un episodio di cronaca riaccende il dibattito sulla sicurezza nel Mendrisiotto e, soprattutto, sul rapporto tra politica dell’asilo e responsabilità dei Comuni di frontiera. È il tema al centro di un’interpellanza presentata al Municipio di Balerna dal gruppo UDC, PLR e il Movimento il Guardiano (primo firmatario: Domenico Corvino) dopo l’aggressione e la rapina ai danni di una donna avvenuta il 22 agosto in via Passeggiata. Secondo quanto riportato nell’atto, il presunto autore sarebbe un giovane di nazionalità algerina, la cui dimora risulterebbe al momento ignota.
L’interpellanza invita però a non concentrarsi esclusivamente sul singolo episodio. Il punto, sostengono i firmatari, è il ripetersi di situazioni che alimenterebbero un crescente sentimento di insicurezza tra la popolazione del Comune e, più in generale, del Mendrisiotto. Una preoccupazione che viene collegata anche alla presenza sul territorio di importanti strutture federali legate all’asilo.
La questione viene posta soprattutto in termini di responsabilità e costi. La politica dell’asilo e la gestione dei Centri federali d’asilo competono infatti alla Confederazione e alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), mentre i Comuni non decidono chi viene accolto, né la durata delle procedure. Quando però sul territorio si verificano furti, danneggiamenti, liti, episodi di violenza o disturbi dell’ordine pubblico, sono le autorità locali e la popolazione a confrontarsi concretamente con le conseguenze.
Da qui la domanda politica centrale: se le decisioni sono federali, quanto degli oneri operativi e finanziari viene effettivamente sostenuto dai Comuni?
L’interpellanza chiede al Municipio di Balerna dati precisi sugli interventi della polizia comunale o regionale effettuati dal 2023 a oggi e riconducibili a richiedenti l’asilo o ospiti dei Centri federali. Si domanda di conoscere la tipologia degli interventi, le eventuali nazionalità coinvolte nel rispetto della protezione dei dati, le ore di lavoro impiegate e i relativi costi. Un’attenzione particolare viene inoltre riservata alle persone già note alle autorità e ai casi che hanno richiesto interventi ripetuti.
Non manca il capitolo relativo alla collaborazione con la SEM e con le autorità cantonali e federali. Il Municipio viene chiamato a chiarire quali siano le procedure adottate nei confronti di persone protagoniste di episodi problematici e se l’attuale presenza della Confederazione sul territorio sia sufficiente. Al centro vi è anche una richiesta di carattere finanziario: esistono meccanismi di rimborso o compensazione per i costi supplementari sostenuti dai Comuni? E, qualora non esistano, sarebbe opportuno rivendicare una partecipazione federale?
L’atto si inserisce inoltre nel dibattito cantonale avviato dall’interrogazione del deputato Stefano Tonini sulla criminalità riconducibile a una parte dei richiedenti l’asilo, con particolare riferimento alle persone provenienti dal Nord Africa. I promotori dell’interpellanza precisano tuttavia di non voler generalizzare e sottolineano la distinzione tra chi rispetta le leggi e chi invece commette reati o crea ripetuti problemi di ordine pubblico.
La richiesta finale è anche politica: coordinare i Comuni di frontiera del Mendrisiotto per presentare una posizione comune a Cantone e Confederazione, chiedendo maggiore presenza sul territorio, più sicurezza e una corretta ripartizione dei costi.
Per i promotori, essere una regione di frontiera significa da anni assumersi responsabilità particolari nell’ambito della politica migratoria nazionale, ma non può significare sostenere in modo passivo tutte le conseguenze delle decisioni prese a livello federale. L’obiettivo dichiarato è quindi ottenere numeri, risposte e, soprattutto, capire quanto la gestione dell’asilo incida concretamente sulle risorse pubbliche locali. Una questione che, al di là delle posizioni politiche, chiama direttamente in causa sicurezza, finanze comunali e rapporto tra Confederazione e territori.



