Jonas Vingegaard metta la quinta

Il fenomeno danese ha vinto anche la ventesima tappa e domani certificherà la propria vittoria al Giro.
PIANCAVALLO - Jonas Vingegaard cala il pokerissimo e mette il sigillo definitivo sul Giro d'Italia. Il danese della Team Visma Lease a Bike si è imposto anche nella ventesima tappa, la Gemona del Friuli 1976-2026 - Piancavallo di 200 chilometri, conquistando il suo quinto successo parziale in questa edizione della corsa rosa.
La maglia rosa ha fatto la differenza sull'ultima grande salita del Giro, tagliando il traguardo in solitaria davanti ai suoi più diretti rivali in classifica generale: l'austriaco Felix Gall e l'australiano Jai Hindley, entrambi arrivati con un ritardo di un minuto e quindici secondi.
Un successo che vale molto più di una semplice vittoria di tappa. A ventinove anni Vingegaard mette infatti il proprio marchio sulla 109esima edizione del Giro d'Italia e, salvo clamorosi colpi di scena, domenica a Roma potrà celebrare il trionfo finale alla sua prima partecipazione alla corsa rosa.
Non solo. Con questa impresa il danese completa anche la prestigiosa "tripla corona". Dopo aver conquistato in due occasioni il Tour de France (2022, 2023) e la Vuelta (2025), aggiunge ora anche il Giro alla propria bacheca, entrando ancora più di diritto nell'élite assoluta del ciclismo mondiale.
«Come corridore voglio vincere il maggior numero possibile di corse. Abbiamo deciso di provarci anche oggi perché era l'ultima vera tappa di montagna. Siamo andati all-in per la vittoria e i ragazzi hanno fatto ancora una volta un lavoro straordinario», ha spiegato Vingegaard pochi minuti dopo aver tagliato il traguardo. Il danese ha poi svelato un retroscena tattico decisivo: «L'attacco a undici chilometri dalla vetta è stato in parte improvvisato. Sepp Kuss (il vincitore della tappa di ieri, ndr) ci aveva detto di non avere sensazioni eccezionali e così abbiamo dovuto cambiare i piani. Bart Lemmen ha svolto un lavoro incredibile e siamo riusciti ad adattarci alla situazione. Arrivare all'ultima tappa con cinque successi di tappa e un vantaggio solido in classifica generale è qualcosa di speciale».
Ora manca soltanto la passerella finale a Roma. Poi Vingegaard potrà alzare le braccia al cielo e festeggiare un Giro dominato dall'inizio alla fine.



