La tuta, il primo scudo che protegge i piloti

Dai modelli pesanti degli anni ‘90 alle moderne tute in Nomex: sicurezza e tecnologia al servizio della Formula 1
Il Nomex resiste alle fiamme e alle altissime temperature.
Dai modelli pesanti degli anni ‘90 alle moderne tute in Nomex: sicurezza e tecnologia al servizio della Formula 1
Il Nomex resiste alle fiamme e alle altissime temperature.
MARANELLO - Oggi, ne “I Racconti della F1”, scopriamo uno degli elementi più importanti, ma spesso meno considerati, dell’equipaggiamento di un pilota: la tuta da gara. Nel corso degli anni questo capo ha vissuto una straordinaria evoluzione, seguendo un unico obiettivo: garantire la massima sicurezza senza compromettere comfort e prestazioni.
Se negli anni ‘90 una tuta di Formula 1 pesava circa 1.2 chilogrammi, oggi il suo peso varia mediamente tra 560 e 800 grammi, a seconda della taglia e delle esigenze del pilota. Più leggera, ergonomica e traspirante, permette una maggiore libertà di movimento anche nelle condizioni più estreme.
Dietro ogni tuta c’è il lavoro dei più importanti marchi del motorsport. Alpinestars veste oggi McLaren, Haas, Racing Bulls, Alpine e Cadillac, mentre Puma è il partner tecnico di Ferrari e Aston Martin. Adidas, insieme all’italiana OMP, fornisce Mercedes e Audi, mentre un’altra eccellenza italiana, Sparco, accompagna i piloti di Red Bull e Williams.
Ma il vero protagonista è il Nomex, una speciale fibra sintetica ignifuga sviluppata per resistere alle fiamme e alle altissime temperature. La tuta è composta da due a quattro strati di questo materiale, capace di creare una barriera termica tra il calore e la pelle del pilota. Anche cuciture, fili e cerniere sono realizzati con materiali ignifughi, perché in Formula 1 ogni dettaglio può fare la differenza.
Un capo apparentemente semplice che racchiude decenni di ricerca, innovazione e tecnologia, diventando il primo e più importante alleato dei piloti quando ogni secondo… e ogni grado di temperatura… possono fare la differenza. Lasciamo le nostre amate tutte e tuffiamoci nel prossimo appuntamento, si corre nella mitica SPA, in Belgio, per un GP che promette scintille. Nell’attesa di conoscere il vincitore del “Premio Martello”, come sempre nel dubbio piedone sul gas, sempre e comunque, alla prossima.








