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MENDRISIO

Crisi idrica nel Mendrisiotto: nasce l’Associazione "La goccia che conta"

Lanciata in parallelo una petizione per difendere i pozzi locali e le acque sotterranee.
Crisi idrica nel Mendrisiotto: nasce l’Associazione "La goccia che conta"
Associazione “La goccia che conta”
Fonte Associazione “La goccia che conta”
Crisi idrica nel Mendrisiotto: nasce l’Associazione "La goccia che conta"
Lanciata in parallelo una petizione per difendere i pozzi locali e le acque sotterranee.

MENDRISIO - Di fronte all’aggravarsi della crisi climatica e al ripetersi di intense ondate di calore e siccità, si è costituita ufficialmente a Morbio Inferiore l'associazione “La goccia che conta”.

Sodalizio apolitico e senza scopo di lucro, l’associazione si mobilita per fermare la dismissione e la cementificazione dei pozzi di captazione locali esclusi dall’Acquedotto regionale del Mendrisiotto (ARM), si legge in una nota stampa.

In un contesto di costante stress idrico, «queste strutture rappresentano una risorsa pubblica fondamentale. A breve termine, possono essere riconvertite per fornire acqua non potabile destinata a usi non alimentari nell’agricoltura, nell’industria, per il lavaggio di strade e veicoli, oppure per l’irrigazione di giardini e parchi. In una prospettiva a lungo termine, mantenere attivi questi impianti significa salvaguardare le falde sottostanti e creare le premesse per le opere di risanamento: un atto di responsabilità verso le generazioni future, che un giorno potranno forse tornare ad attingere acqua potabile».

In concomitanza con la sua costituzione, l’associazione ha promosso un momento di sensibilizzazione davanti al Pozzo Polenta di Morbio Inferiore: un sito emblematico, vittima non solo di un grave inquinamento, ma anche di una battaglia legale che si trascina da 18 anni. Obiettivo: mobilitare l’opinione pubblica, affinché non dimentichi quanto accaduto e ne tragga spunto per chiedere ai Comuni e al Cantone un cambiamento di rotta nella gestione di un bene comune primario quale è l’acqua.

Contemporaneamente è stata lanciata una petizione indirizzata ai Municipi e ai Consigli comunali del Mendrisiotto, oltre che al Consiglio di Stato, al Gran Consiglio e All’Ufficio della protezione delle acque e dell'approvvigionamento idrico (UPAAI).

La petizione si articola su tre richieste principali:

1. Sospensione immediata di ogni piano di dismissione o cementificazione dei pozzi esclusi dall’ARM.

2. Riconversione di questi impianti come riserve di acqua non potabile a disposizione di enti pubblici, aziende agricole e industriali, e per le emergenze climatiche.

3. Risanamento delle acque sotterranee inquinate, con priorità assoluta per il Pozzo Prá Tiro di Balerna e per il Pozzo Polenta di Morbio Inferiore, la cui bonifica è bloccata da 18 anni, mentre gli idrocarburi dispersi nel terreno continuano a defluire a valle.

La raccolta firme, oltre a circolare in forma cartacea, la trovate qui.

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